
Una mattinata all’aria aperta per imparare a conoscere il territorio, la fauna selvatica e i corretti comportamenti da adottare in ambiente naturale. È quella vissuta da una cinquantina di bambini del Centro estivo del Collegio delle Dimesse di Trieste, protagonisti di un’iniziativa didattica sul Carso promossa dalle Guardie Venatorie Volontarie della Federazione Italiana della Caccia.
Accompagnati lungo i sentieri dell’area carsica, i ragazzi hanno potuto scoprire le principali specie animali e vegetali del territorio, approfondendo il delicato equilibrio che caratterizza questi ambienti e comprendendo l’importanza del rispetto della natura e della biodiversità.
L’iniziativa è stata realizzata con la collaborazione del personale del Centro Didattico Naturalistico di Basovizza, dell’UNCZA e della Riserva di caccia di Basovizza, che ha messo a disposizione la propria struttura per le attività e ha accolto i partecipanti al termine della mattinata con un momento conviviale particolarmente apprezzato dai bambini e dagli accompagnatori.
“Far conoscere ai più giovani il patrimonio naturalistico del nostro territorio è uno dei modi più efficaci per costruire una vera cultura del rispetto dell’ambiente”. Ha dichiarato il Presidente della Federcaccia Venezia Giulia, Fabio Merlini. “Le Guardie Venatorie Volontarie e il mondo venatorio svolgono ogni giorno un’attività di presidio, educazione ambientale e monitoraggio della fauna che merita di essere conosciuta. Aprire queste esperienze ai ragazzi significa investire sul futuro e contribuire a creare cittadini più consapevoli.”
L’iniziativa ha suscitato interesse anche da parte delle emittenti televisive locali, che hanno dedicato servizi all’evento, contribuendo a dare visibilità a un’attività che rappresenta al meglio il ruolo sociale ed educativo svolto dal mondo venatorio.
Momenti come questo consentono infatti di raccontare una realtà spesso poco conosciuta, mettendo in luce il contributo concreto che cacciatori e Guardie Venatorie Volontarie offrono alla tutela del territorio, all’educazione ambientale e alla conservazione della biodiversità. Un impegno quotidiano che va ben oltre l’attività venatoria e che trova nella divulgazione verso le nuove generazioni uno dei suoi aspetti più significativi.

















