FIDC PIEMONTE. PRESIDENTE DELLAROVERE: “ANCORA UNA VOLTA DIMOSTRATO L’OTTIMO LAVORO DI REGIONE E ASSOCIAZIONI”

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A seguito dell’ordinanza pronunciata dal Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Prima) sul ricorso promosso dalle associazioni ambientaliste, Guido Dellarovere, Presidente di Federcaccia Piemonte, interviene per fare chiarezza sui contenuti del provvedimento cautelare e sulle disposizioni operative relative alla stagione venatoria 2026-2027.

Il TAR Piemonte ha respinto la richiesta di sospensione generale del Calendario Venatorio approvato dalla Giunta Regionale, confermando la solidità dell’impianto complessivo del provvedimento e la validità delle motivazioni tecniche fornite dalla Regione.

L’accoglimento parziale della domanda cautelare da parte del giudice amministrativo riguarda unicamente due specifiche prescrizioni:

Allodola: In adeguamento ai rilievi dell’ISPRA richiamati nell’ordinanza, i limiti del prelievo venatorio vengono ridotti da 10 a 5 capi giornalieri e da 50 a 25 capi stagionali per ciascun cacciatore.

Pernice bianca: Viene disposta la sospensione del prelievo venatorio e la conseguente chiusura della caccia per questa specie sul territorio regionale.

“L’ordinanza del TAR Piemonte conferma la sostanza e la validità dell’impianto generale del nostro Calendario Venatorio, respingendo i tentativi di paralizzare l’attività venatoria nella nostra regione”, dichiara Guido Dellarovere. “Prendiamo atto delle indicazioni del Tribunale relative all’allodola e alla pernice bianca, adeguando tempestivamente le prescrizioni per garantire il pieno rispetto delle regole e la massima tutela faunistica, in attesa dell’udienza di merito fissata per il prossimo 19 novembre.”

“Ancora una volta”, prosegue il Presidente Dellarovere, “si dimostra che il lavoro svolto dalla Regione Piemonte e dalle Associazioni venatorie è un lavoro ottimale, visto che per la stragrande maggioranza delle disposizioni è stato pienamente accolto e confermato dal TAR. Questi ricorsi proposti puntualmente ogni anno dalle sigle ambientaliste si rivelano per quello che sono: meri capricci nati solo ed esclusivamente per danneggiare il settore e fare del puro ostruzionismo all’attività venatoria.”

“Si tratta di azioni ideologiche che non tengono in alcun conto la bontà e il valore del lavoro svolto socialmente dai cacciatori durante tutto l’arco dell’anno, in primis a favore del contenimento delle specie invasive e della tutela dell’equilibrio ambientale. Tutto ciò denota quanta acrimonia vi sia nei confronti del mondo venatorio: ricorsi di questo tipo non hanno alcuna reale valenza a favore degli animali, ma rappresentano soltanto della pura demagogia politica”, conclude Dellarovere.

(Federcaccia Piemonte)