Codice Etico

 

CODICE ETICO DELLA FEDERAZIONE ITALIANA DELLA CACCIA

1. MISSION E FINALITÀ

Il presente codice etico o di comportamento nasce come strumento di indirizzo dell’azione della Federazione Italiana della Caccia ad ogni livello: dall’azione dei dirigenti nazionali sino all’azione dei singoli tesserati e collaboratori, chiamati non solo al rispetto delle normative esterne e dei regolamenti e dello Statuto della Federcaccia, ma anche quell’insieme di regole morali e etiche che distinguono l’Associazione e il suo agire.

Il codice etico guida l’azione dei consociati definendo la responsabilità etica e sociale delle attività promosse a qualunque livello dall’Associazione: istituzionali, sportive, formative, sociali, ambientali ed anche venatorie.

Il rispetto del presente codice etico è fondamentale e necessario per la progressione anche sociale della Federazione e di ogni sua singola emanazione e concorre alla progressione positiva dell’immagine dei cacciatori, della caccia e della gestione e tutela faunistica e ambientale.

Il rispetto delle norme del codice etico concorre all’unione dei tesserati e dei simpatizzanti, garantendo trasparenza e partecipazione, equità ed eguaglianza, correttezza, reciprocità e rispetto.

Il rispetto del codice etico favorisce la coesione dei cacciatori italiani e la collaborazione e cooperazione di tutte le componenti del mondo rurale, favorendo la tutela e la progressione sociale, economica ed ambientale di tutte le attività di gestione faunistica, di tutela conservazione e ripristino degli habitat e della biodiversità e di salvaguardia della cultura, dell’attività e delle tradizioni venatorie.

2. DESTINATARI

Il presente codice etico riguarda tutti i dirigenti, a qualunque livello, della Federazione Italiana della Caccia, i Giudici delle discipline sportive, gli organizzatori di eventi, prove e manifestazioni riconducibili alla Federazione e tutti i collaboratori, i tesserati e i partecipanti alle gare e prove poiché tutti, con il loro agire ed il loro comportamento, contribuiscono alla progressione etica, morale e sociale della Federazione.

Chiunque agisca o si presenti quale rappresentante della Federazione Italiana della Caccia o anche solo quale “federcacciatore” negli ambiti istituzionali, amministrativi, politici, sportivi, sociali, di volontariato, di gestione diretta dell’Associazione e delle sue diramazioni è strettamente tenuto al rispetto del presente codice, poiché ogni sua azione o comportamento si riverbera sull’immagine e sul nome della Federcaccia. Lo stesso vale anche per chi agisca o si presenti in nome di qualunque gruppo di persone, società, associazione settoriale o coordinamento di cacciatori e di cacciatrici riconducibile alla Federazione Italiana della Caccia.

Il Presente codice etico è destinato anche a tutti i tesserati che, pur senza ruolo dirigenziale o di collaborazione diretta con la Federazione, per professione o ruolo attivo in politica o nella pubblica amministrazione si trovino a poter difendere o promuovere i fini della Federazione, avendo possibilità di incidere sulle decisioni e scelte adottate dalle istituzioni.

3. PRINCIPI GENERALI DI COMPORTAMENTO

Le azioni e i comportamenti dei destinatari del presente codice devono essere improntati al rispetto dei principi di: uguaglianza ed equità; riservatezza; tutela e rispetto dell’ambiente, delle persone, della fauna e degli animali in genere; onestà; imparzialità; trasparenza.

I suddetti principi devono essere declinati in funzione del ruolo, della carica e dell’impegno assunti, ovvero dell’attività che si sta svolgendo.

La Federazione a qualunque livello non fa distinzione di genere e tutti i tesserati hanno pari dignità e possibilità di accesso alle cariche. La Federazione comunque favorisce e promuove l’attività e le iniziative delle Cacciatrici per il tramite del loro Coordinamento, la cui funzione è anche quella di favorire il coinvolgimento delle donne cacciatrici nella vita associativa e nella sua organizzazione dirigenziale, fermo restando che principio cardine è quello della pari partecipazione senza distinzione di genere.

3.1. REGOLE DI CONDOTTA DEI DIRIGENTI E PARTECIPAZIONE

Nel perseguimento dei fini statutari della Federazione Italiana della Caccia, delle Associazioni Regionali Federate, delle Sezioni Provinciali e Comunali, delle Associazioni c.d. Settoriali e dei Coordinamenti di cacciatori e cacciatrici, i dirigenti di qualunque livello adottano decisioni e iniziative secondo la massima trasparenza del loro operato. La gestione della Federazione ai diversi livelli deve avvenire secondo principio di democraticità, nel rispetto di tutte le componenti e garantendo la partecipazione a tutti i soci. Ad ogni livello è garantita la pari possibilità di accesso agli organi assembleari e consiliari, secondo la predisposizione di regole chiare e paritetiche, affinché la partecipazione per rappresentanza sia l’esito di un percorso democratico che consenta una rappresentatività effettiva.

I dirigenti gestiscono il patrimonio dell’associazione con oculatezza e con la prudenza del buon padre di famiglia, valorizzando le iniziative utili alla tutela della caccia e del territorio rurale. Le disponibilità economiche sono gestite secondo trasparenza e onestà e la gestione economica ad ogni livello è rendicontata ai soci con bilanci chiari e comprensibili, fermo restando l’obbligo delle formalità contabili di redazione dei bilanci.

I dirigenti sostengono e promuovono le iniziative di formazione e aggiornamento, dando grande importanza alla componente etica, di rispetto tra cacciatori, di rispetto e tutela della natura e della biodiversità e dei fruitori degli ambiti rurali.

I dirigenti si tengono aggiornati sulle modifiche normative in materia venatoria e ambientale e si preoccupano dell’informazione e della comunicazione ai tesserati, mettendo in risalto le iniziative della Federazione. Si interessano e partecipano ai procedimenti amministrativi riguardanti la Caccia, l’Ambiente e altre attività svolte in ambito naturale, con competenza e preparazione, al fine di promuovere e tutelare l’attività venatoria nelle decisioni delle Amministrazioni e degli organi legislativi regionali e nazionali.

I dirigenti promuovono la collaborazione con tutte le componenti del mondo rurale e con le pubbliche amministrazioni, anche a livello territoriale.

Nelle assemblee e nelle manifestazioni i dirigenti rappresentano la Federazione comportandosi in maniera rispettosa degli eventuali contradditori, manifestando la forza delle proprie posizioni ed idee con i dati e la ragione e non con la violenza verbale.

3.2. REGOLE DI CONDOTTA DEI GIUDICI DI GARA

L’attività sportiva della Federazione è attività funzionale alla crescita della stessa e all’arricchimento etico, morale, cinofilo e di esperienza dei partecipanti: va oltre l’aspetto agonistico ed è momento importante per l’apprendimento delle regole di sicurezza nel maneggio delle armi e per l’acquisizione di competenze cinofile.

I Giudici di Gara si comportano secondo la massima imparzialità e i loro giudizi, anche se e quando severi, non devono mai sfociare nell’offesa o nella denigrazione del concorrente e/o del suo ausiliare. Il Giudizio negativo deve essere di sprone a migliorare, non ad abbandonare l’attività sportiva o agonistica o la partecipazione attiva alla vita della Federazione.

I Giudici di Gara devono essere disponibili a spiegare chiaramente gli errori commessi dal concorrente e dare gli opportuni consigli per la loro correzione.

3.3. REGOLE DI CONDOTTA DEI PARTECIPANTI ALLE MANIFESTAZIONI SPORTIVE

I concorrenti delle diverse manifestazioni sportive della Federazione si comportano con il massimo rispetto per organizzatori, giudici, ausiliari e altri concorrenti.

3.4. REGOLE DI CONDOTTA DEI SINGOLI SOCI

Tutti i tesserati concorrono al progresso sociale, morale ed etico della Federazione. Rispettano norme, regolamenti e statuti e difendono il buon nome della Federazione.

I singoli tesserati si preoccupano di tenersi aggiornati sulle normative delle attività svolte e approfondiscono le loro conoscenze in materia di fauna e tutela degli habitat e della biodiversità partecipando ai momenti formativi organizzati dalla Federazione.

Sul territorio partecipano alle iniziative di volontariato (sociali o ambientali, formative e informative o sportive) organizzate dalle sezioni territoriali.

Nelle assemblee pubbliche e delle manifestazioni, così come a caccia o nelle altre attività, i tesserati che portino il simbolo della Federazione sono chiamati a comportarsi con il massimo decoro e il massimo rispetto, anche nei confronti dei contraddittori, senza cadere nelle provocazioni.

I Federcacciatori si preoccupano della sicurezza nel maneggio delle armi, che custodiscono con la massima attenzione e di esercitare l’attività nel massimo rispetto della sicurezza propria e altrui.

Gli associati si preoccupano del benessere dei propri cani e dei propri richiami vivi, senza sottoporli a inutili sforzi o a sofferenze e prestando loro la massima cura.

I Federcacciatori rispettano la preda anche dopo l’abbattimento, trattando con decoro e rispetto della spoglia, non mostrano fotografie irrispettose del selvatico abbattuto, biasimano il mancato rispetto dei carnieri, non sprecano le carni dei capi abbattuti, si preoccupano del recupero dei capi feriti.

I Federcacciatori utilizzano gli strumenti tecnologici e i social in modo responsabile, rispettando i diritti umani, la privacy e i valori sociali.

I Federcacciatori partecipano alle iniziative degli Ambiti Territoriali di Caccia e dei Comprensori Alpini di Caccia e ad ogni iniziativa promossa da Federazione in campo di gestione faunistica e di cura del territorio e degli habitat.

In caso di controlli da parte delle Forze dell’Ordine o degli agenti di vigilanza venatoria volontaria, gli associati si comportano con rispetto e cordialità, affidando le proprie eventuali contestazioni alle vie di diritto.

L’esercizio venatorio è improntato al rispetto della fauna, dell’ambiente, delle coltivazioni e della proprietà altrui. I Federcacciatori cacciano secondo i principi della caccia etica e sostenibile, effettuando un prelievo compatibile e improntato alla corretta gestione faunistica. Gli associati rispettano le azioni degli altri praticanti ed il lavoro dei loro ausiliari e rispettano le consuetudini e gli usi venatori al tempo codificati dalle Camere di Commercio, che raccolgono norme comportamentali improntate al profondo rispetto tra cacciatori.

3.5. REGOLE DI CONDOTTA NEI RAPPORTI CON LE ISTITUZIONI

I Dirigenti ad ogni livello si interfacciano con le amministrazioni competenti ad adottare misure e provvedimenti in materie di interesse dei propri associati: a tal fine approfondiscono le proprie competenze normative e tecniche al fine di rappresentare e tutelare al meglio le istanze dei propri tesserati

I Dirigenti e i consociati difendono le istanze coerenti con la corretta gestione faunistica e con un prelievo di fauna responsabile e sostenibile o di altre risorse naturali prelevabili, compatibili con le esigenze di conservazione e di tutela dalla biodiversità.

I Dirigenti e i consociati si propongono di collaborare con i legislatori e con le pubbliche amministrazioni con competenza, obiettività e, se necessario, si dotano di collaboratori professionisti in materia faunistica, giuridica, forestale e agricola.

I Dirigenti e i consociati collaborano con le forze dell’ordine preposte alla conservazione della fauna, al contrasto del bracconaggio, alle operazioni di prevenzione agli incendi e alle operazioni di protezione civile ed in generale alla tutela del territorio.

Ogni consociato che per professione o per impegno politico o nelle pubbliche amministrazioni, compresi enti di gestione di ATC e CAC e Parchi o Fondazioni si trovi nella posizione di poter tutelare, indirizzare o comunque partecipare all’assunzione di decisioni incidenti sulle attività praticate e sulla gestione faunistica in generale, agisce nel rispetto del presente Codice Etico e nel rispetto delle linee programmatiche della Federcaccia.

3.6. FORMAZIONE ED EDUCAZIONE

I dirigenti e tutti i soci concorrono a promuovere la formazione e l’accrescimento culturale, ambientale, faunistico ed etico-venatorio dei cacciatori e degli altri associati.

A tal fine i dirigenti organizzano e pubblicizzano eventi formativi e informativi, possibilmente anche estesi ai non praticanti per favorire la corretta percezione della caccia, della cultura venatoria e delle altre pratiche esercitate.

Un particolare riguardo deve essere dato al perseguimento della crescita etica e morale dei cacciatori, per favorire la crescita del giusto approccio verso la fauna, l’ambiente e le persone, in particolare verso gli altri cacciatori, i fruitori del bosco e degli ambienti agri-forestali, fluviali e montani in generale.

I dirigenti promuovono la formazione anche tecnica dei consociati, dei collaboratori e del personale dipendente.

I dirigenti e tutti i soci, per quanto di loro possibilità, si adoperano per promuovere l’attività formativa nelle scuole di ogni ordine e grado.

3.7. RICERCA

Secondo disponibilità è raccomandato ai dirigenti di promuovere e favorire le iniziative di ricerca scientifica e la raccolta di dati, anche promuovendo le iniziative più semplici e dirette attivate dalla Federazione. La ricerca è volta alla migliore conoscenza della fauna e della sua etologia e delle altre attività dei soci praticate; è obiettiva e promuove la verità, favorendo la corretta gestione faunistica delle specie, principalmente di quelle cacciabili.

4. CONTROLLO

I dirigenti di ogni livello si preoccupano di informare il livello superiore delle iniziative organizzate e concorrono alla predisposizione del bilancio sociale annuale della Federazione, volto a mostrare e rendere pubblico il positivo impatto economico e sociale delle attività della Federazione.

I dirigenti nazionali e regionali si adoperano affinché dal territorio siano trasmesse le necessarie informazioni e mettono a disposizione dei dirigenti le competenze necessarie per programmare eventi formativi, comunicazione e progetti concreti per la conservazione e il ripristino della natura e lo studio della fauna selvatica.

La Federazione Italiana della Caccia istituisce presso la propria sede l’Osservatorio per il Progresso Etico e Sociale che annualmente predispone una relazione generale sullo stato di attuazione del presente codice. L’Osservatorio è composto da un Presidente Regionale nominato dal Consiglio Nazionale comunque esterno al Consiglio di Presidenza, da un dipendente della Federazione scelto dal Consiglio di Presidenza di Federcaccia Nazionale e da un Presidente di Sezione Provinciale scelto dall’Assemblea Nazionale.

In esito alla relazione, il Consiglio di Presidenza, sentito il Consiglio Nazionale, adotta gli opportuni provvedimenti al fine di incentivare e favorire l’implementazione dei comportamenti e delle condotte raccomandate dal presente Codice Etico.

5. SANZIONI

Per le violazioni del Codice Etico che si concretino in violazioni dello Statuto o dei Regolamenti, sono adottate le eventuali sanzioni disciplinari ivi previste ed è competente il Collegio dei Probiviri per gli adempimenti procedurali eventualmente di sua competenza.

È ovviamente salva l’applicazione delle norme civili e penali ove la violazione integri anche violazione di disposizioni aventi vigore di legge.

6. APPROVAZIONE E VIGENZA

Il presente Codice Etico viene approvato e adottato con il voto favorevole dell’Assemblea, previa approvazione del Consiglio Nazionale della Federazione Italiana della Caccia.

 

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