DISPONIBILI I RISULTATI DEL MONITORAGGIO NAZIONALE SUL LUPO IN ITALIA

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Roma, 24 maggio 2022 – Da pochi giorni sono disponibili i risultati del monitoraggio sulla presenza del lupo in Italia prodotti dall’Ispra su mandato del Ministero della Transizione Ecologica, al termine del progetto realizzato a livello nazionale. L’attività ha coinvolto, tra il 2020 e 2021, una vasta rete di esperti (oltre 3000 persone, tra operatori volontari formati e personale di enti pubblici e associazioni) nella raccolta dei segni di presenza del lupo da Nord a Sud. Tra i volontari anche esponenti del mondo venatorio, che hanno messo a disposizione le proprie competenze per questo fine comune. La rete di operatori è stata coordinata nella regione alpina dal progetto Life WolfAlps EU e nella regione dell’Italia peninsulare da 20 tecnici incaricati da Federparchi Europarc Italia. Complessivamente sono stati percorsi 85.000 km a piedi. Il monitoraggio è stato condotto suddividendo il territorio nazionale in celle di 10×10 km e realizzando due analisi distinte per la zona Alpi e l’Italia peninsulare. Lo studio ha integrato tecniche di indagine di campo e genetiche, analizzando i risultati con i più recenti modelli statistici disponibili.

La presenza del lupo è stata documentata da 6520 riprese fotografiche con fototrappola, 491 eventi di predazione su ungulati, 1310 tracce, 171 esemplari morti, oltre che da 16.000 escrementi rinvenuti sul terreno. Sono state inoltre condotte analisi genetiche su 1500 campioni attribuiti alla specie.

Complessivamente è stata stimata la presenza di circa 3300 lupi in Italia: circa 950 esemplari nelle regioni alpine e quasi 2400 nel resto della penisola. A livello distributivo è stato possibile constatare che la specie occupa quasi tutti gli ambienti idonei dell’Italia peninsulare.

Rispetto ai dati precedenti, sebbene frammentari, è stato possibile registrare un aumento complessivo della popolazione, in particolar modo nella regione alpina.

È importante sottolineare che i risultati di studi di questa entità e ampiezza geografica comportano necessariamente un margine di errore insito nei metodi di stima. Come indicato nel report tecnico, i numeri complessivi oscillano tra gli 822 e 1099 esemplari nella regione alpina e tra i 2020 ed i 2645 esemplari nelle aree peninsulari.

Il progetto di monitoraggio costituisce il primo esempio di uno studio estensivo a scala nazionale sulla specie, che ha permesso di superare la disomogeneità dei monitoraggi finora realizzati, definendo protocolli standardizzati. Questo approccio è certamente da promuovere e supportare, anche per analizzare in futuro nuovi dati raccolti con gli stessi criteri e per ottenere informazioni più di dettaglio sulle dinamiche della popolazione. Il progetto, oltre a sviluppare e applicare tecniche di indagine che costituiscono una base solida da cui partire per approfondimenti futuri, ha creato una rete nazionale di operatori formati diffusa in tutto il Paese. I dati raccolti e la rete creata possono fornire un supporto per una corretta gestione della problematica lupo, al fine di mitigare i conflitti di questo predatore con le attività dell’uomo.

L’ufficio Studi e Ricerche di Federcaccia Nazionale auspica che questo modus operandi possa essere ripetuto regolarmente nel tempo, traendo vantaggio dalla rete di rilevatori ed enti pubblici e privati che è stata creata in occasione del monitoraggio nazionale sul lupo.

In particolare sarà importante nel prossimo futuro approfondire con maggiore dettaglio localizzazione ed entità del fenomeno dei lupi confidenti, che potrebbe costituire una delle problematiche principali con cui confrontarsi, risultato naturale di una espansione numerica e geografica della specie anche in aree che includono zone abitate.

Per un approfondimento sui risultati del monitoraggio è possibile consultare la pagina:

https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/biodiversita/monitoraggio-nazionale-del-lupo

Ufficio Studi e Ricerche Faunistiche e Agro Ambientali