CALENDARIO VENETO. QUANDO SI FINISCE PER DARE RAGIONE ALL’AVVERSARIO

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Roma, 29 settembre 2021 – Nelle ultime ore, attraverso video messaggi e comunicati scritti, l’ACV – Associazione Cacciatori Veneti ha diffuso le proprie considerazioni sulle conseguenze dell’ordinanza del TAR Veneto sul calendario venatorio della Regione Veneto 2021-22.

Oltre a illustrare le conseguenze pratiche di quanto disposto dall’ordinanza – peraltro già chiaramente indicate dalla Regione –, l’ACV si lancia nella definizione delle specie in cattivo stato di conservazione, per le quali ci dovrebbe essere la sospensione delle due giornate aggiuntive nella caccia da appostamento alla migratoria. Dando l’impressione di non aver approfondito la materia l’ACV prende ad esempio l’elenco SPEC delle specie presenti nella procedura EU PILOT 6955/ENVI/2014, oggi chiusa e quindi nemmeno più valido come riferimento.

Ancora più incredibile, un’associazione venatoria che si dichiara amica dei cacciatori pare affermare che lo stato di conservazione delle specie di uccelli è da definirsi in base alla classificazione SPEC – sigla inventata da BirdLife International, associazione protezionista –, priva di qualsiasi valore ufficiale e non utilizzata da alcun ente scientifico né dalla Commissione per definire lo stato delle popolazioni di uccelli selvatici.

Sicuramente all’ACV non sfugge che il partner italiano di BirdLife International è la LIPU, con la quale evidentemente ci sono vicinanze ideologiche importanti.

Nemmeno ISPRA ha mai affermato che per tutte le 19 specie elencate si debba sospendere il prelievo nelle due giornate aggiuntive, ma l’ACV è riuscita a fare peggio dell’ISPRA contro la caccia!

Facciamo allora chiarezza:

  • La classificazione SPEC non ha alcun valore ufficiale quindi l’elenco prodotto nel comunicato non ha alcun fondamento per classificare lo stato di conservazione delle specie.

 

  • L’elenco delle 19 specie è quello della procedura EU PILOT 6955/ENVI/2014, oggi chiusa dalla Commissione Europea, quindi non più valido.

 

  • L’ISPRA non ha mai indicato le 19 specie citate da ACV come quelle da non cacciare nelle due giornate aggiuntive.

 

  • Non avendo ISPRA indicato nel parere quali sono le specie da non cacciare nelle due giornate aggiuntive Federcaccia ha preso a riferimento quelle citate nel parere della Regione Lombardia che sono precisamente: codone (unico anatide), tordo sassello, cesena e allodola.

 

Ovviamente Federcaccia chiede alla Regione Veneto di non tenere in considerazione le considerazioni contenute nel comunicato ACV e di procedere come indicato sopra per la sospensione delle giornate aggiuntive.

Se invece di essere interessati ad affrontare e risolvere le criticità della caccia e dei cacciatori si preferisce fare confusione per giocare sullo scontento si corre il rischio, come in questo caso, di fare affermazioni che vanno in senso contrario, finendo con l’avvicinarsi alla filosofia della LAC e delle associazioni animal-ambientaliste.

 

Ufficio Studi e Ricerche Faunistiche ed Agro-Ambientali Federcaccia