UMBRIA. FIDC, LIBERA, ENAL E ANUU RISPONDONO AD ARCICACCIA

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Non ci piace infierire e non avremmo mai voluto scrivere contro una nostra sorella di passione, ma visto che la provocazione è forte e diretta a questo punto non è possibile tacere davanti alle affermazioni del presidente regionale dell’Arcicaccia Bennati.

Abbiamo taciuto il fatto che si sia presentato in consulta venatoria affermando che non conosceva la questione dei valichi, sulla cui istituzione non si è opposto insieme a noi.

Abbiamo taciuto che sempre lui era apertamente per il rispetto del regolamento e quindi per il pagamento dei danni da cinghiale da parte dei cacciatori.

Avremmo taciuto che nella consulta venatoria del 2 agosto di fatto il presidente regionale Arcicaccia ha accettato di buon grado sia la chiusura dei tre valichi che la bocciatura della preapertura.

Ma che poi Bennati si spinga ad attaccare le altre associazioni lo riteniamo comico.

Nessuna delle scriventi Associazioni venatorie ha fatto falsa informazione, non è nostro interesse strumentalizzare né tantomeno farne una battaglia politica: abbiamo congiuntamente chiarito le nostre posizioni da subito con documenti condivisi dopo la prima bozza della Regione.

Precisiamo poi, che in data 23 luglio 2021 tutte le associazioni venatorie nazionali, compresa Arcicaccia, hanno inviato a tutti gli uffici caccia regionali, compresa l’Umbria, la richiesta chiarissima di introdurre la specie tortora in calendario, con riduzione di prelievo in base alla media degli abbattimenti degli ultimi anni, insieme a una riduzione delle giornate di caccia.

Una lettera pervenuta per conoscenza a tutte le Associazioni regionali con tanto di firma dell’Arcicaccia nazionale.

Ora, dopo che gran parte delle Regioni italiane stanno introducendo la tortora nei calendari grazie a queste indicazioni nazionali, emerge ciò che alcune associazioni hanno sollecitato da svariati mesi, ossia che i tesserini venatori umbri non vengono letti da anni quindi non ci sono dati. Per non parlare del ritardo dei tesserini dell’anno scorso.

È molto grave che si cerchi di scaricare sui cacciatori e sulle Associazioni venatorie questa colpa e che la Regione Umbria non abbia letto i tesserini venatori, nonostante le associazioni venatorie li abbiano distribuiti, raccolti, conservati e resi disponibili, il tutto in maniera totalmente gratuita.

Tutte le associazioni erano assolutamente in accordo per la tortora e contro la chiusura dei valichi, ad eccezione dell’ARCI, ma risulta altrettanto innegabile che le motivazioni per le quali la possibilità di inserire la tortora è preclusa, sono inadempimenti della Regione Umbria.

Senza cercare colpevoli, che ormai a poco serve, ci sembra opportuno avviare da subito un percorso che risolva queste mancanze e che ci porti prima possibile a riacquisire la tortora tra le specie cacciabili, con particolare attenzione ai piani colturali agricoli consoni alla sua alimentazione che sappiamo essere prevalente di girasoli.

Così si aiutano gli animali selvatici e chi li preleva in maniera equilibrata e non con posizioni contrarie alla caccia e a una parte dei cacciatori, della quale purtroppo Bennati pare addirittura si vanti. E con quale fine e mirando a quale futuro?