FIDC VENETO. UN SUCCESSO LA SERATA ORGANIZZATA A CARMIGNANO DI BRENTA

115

 

Sono stati circa 400 i cacciatori che hanno affollato l’auditorium comunale di Carmignano di Brenta per seguire, partecipi e attenti, l’incontro sul futuro della caccia in regione organizzato da Federcaccia Veneto, principale protagonista al tavolo dei relatori l’Assessore regionale all’agricoltura, foreste, montagna, politiche venatorie e pesca Dario Bond.

Insieme a lui il Presidente nazionale Massimo Buconi e i Presidenti di Federcaccia Veneto Emiliano Galvanetto e di Federcaccia Padova, Riccardo Masin, moderati dal Consigliere di Presidenza nazionale Oscar Stella.

Presenti per portare il loro saluto Andrea Bombonati, Sindaco di Carmignano di Brenta; Erik Pasqualon e il senatore Antonio De Poli, a testimoniare l’attenzione delle Istituzioni per un tema discusso ma profondamente radicato e di primo piano nella cultura e nelle tradizioni venete.

Quello di cui la caccia in generale e in Veneto in particolare ha bisogno non sono imbonitori e promesse che si sanno già irrealizzabili. C’è bisogno di serietà: argomenti seri e obbiettivi seri” ha affermato nel suo intervento di apertura il Presidente provinciale di Padova Masin. “In questi anni – ha proseguito – abbiamo avuto tre soggetti a determinare il modo di andare a caccia: il mondo associativo venatorio, il mondo Istituzionale e, in aggiunta, i Giudici amministrativi, che spesso sono chiamati a mettere in discussione quanto nato dal confronto fra i primi due in tema di calendari venatori. Sono tre soggetti che devono confrontarsi solo sulla base dei dati scientifici, un campo che vede Federcaccia sia a livello nazionale che regionale fra le fonti principali. Ecco, credo che il futuro della caccia in Veneto sarà roseo se potremo lavorare su questo, perché solo sui dati scientifici si può fare un lavoro fondato e avere la stabilità delle regole che i cacciatori, come tutti i cittadini, hanno il diritto di avere”.

Convocando le Associazioni venatorie in anticipo sui tempi rispetto agli anni passati, l’Assessore Bond, che poi avrà modo di illustrare i suoi programmi, ha tenuto a sottolineare che fra i suoi obbiettivi in questo settore c’è proprio la volontà di dare certezze ai cacciatori prima che rinnovino la licenza per la stagione, per non avere sorprese dopo aver già provveduto ai pagamenti delle concessioni” ha fatto eco a Masin prendendo la parola Emiliano Galvaneto, Presidente regionale. “Sono sicuro che non mancheranno al solito i ricorsi, ma ci sono sentenze di Tar relative all’ultima stagione che ci fanno ben sperare e dimostrano come Calendari Venatori ben basati e motivati possono passare il vaglio dei Giudici amministrativi. Dobbiamo dare piena attuazione al Piano Faunistico. Nella nostra regione riusciamo ad avere un confronto e trovare una unità di intenti con quasi tutte le Associazioni venatorie; riuniti in una Cabina di regia unitaria, lavoriamo e portiamo avanti non sogni, ma progetti utili e concreti per i cacciatori veneti”.

È stata poi la volta del relatore più atteso, ovvero quello dell’Assessore Dario Bond, che nel suo approfondito e articolato intervento ha toccato tutti i punti sul tavolo della caccia in Veneto. Confermando quanto anticipato dal Presidente Galvanetto, in merito alla ferma volontà di dare certezze e non fare promesse, l’assessore ha anche avanzato la necessità di rafforzare la struttura dell’Ufficio Caccia regionale, sottolineando la necessità e il ruolo delle Associazioni venatorie per affiancare la Regione con i risultati delle proprie ricerche e dati aggiornati, senza i quali “i ricorsi siamo destinati a perderli tutti. Quindi abbiamo bisogno del vostro aiuto e se posso contare su questo, da parte mia potenzierò la struttura dell’assessorato – ha affermato Bond – I dati sono fondamentali e sarebbe essenziale avere un Osservatorio Faunistico regionale, creando i presupposti per confrontarci alla pari con ISPRA. In questo il Regolamento per il Ripristino della Natura ci potrebbe dare una mano, destinando parte dei fondi proprio a ricerche e consulenze”. Altri argomenti fonte di interesse avanzati dall’Assessore sono stati fra gli altri quelli di un migliore e più efficiente controllo di specie come la nutria e l’ibis sacro; la possibilità – vista anche l’apertura di ISPRA su questo – di inserire l’oca fra le specie prelevabili; la nomina di un Coordinatore regionale per le Polizie Provinciali in modo da definire linee di azione e protocolli di intervento unici per tutto il Veneto. Infine, anche sugli anelli per i richiami, l’Assessore ha garantito il suo impegno per una soluzione che non penalizzi la caccia da appostamento.

Sottoscrivo quanto detto dall’Assessore e condividiamo gli indirizzi e lo spirito di approfondimento delle questioni che ha evidenziato, dimostrando grande attenzione a questo settore delle sue deleghe” ha esordito il Presidente Nazionale di Federcaccia Massimo Buconi nel suo intervento conclusivo. “Noi saremo pronti a supportare le Regioni come abbiamo sempre fatto. Ricordo che Federcaccia con i suoi consulenti giuridici e tecnico scientifici è l’unica Associazione venatoria che in tutta Italia si è sempre costituita contro i ricorsi, spesso a fianco delle Regioni stesse. Nessuna investe di più in studi e ricerche a sostegno delle cacce alla migratoria, quelle sempre più sotto attacco. Ma anche a noi interessano lavoro responsabile e serietà: non abbiamo bisogno di provvedimenti spot o proclami che non portano a nulla. Bisogna trasmettere e far conoscere la cultura della caccia in tutte le sue forme e in tutte le sue tradizioni regionali. E i nostri tesserati sanno di potersi sentire parte di un progetto più grande, che non si preoccupa solo di supportare la forma di caccia che praticano singolarmente, ma tutte le cacce – ha proseguito il Presidente – Le aspettative dei cacciatori nei confronti di questo esecutivo sono alte. Non possiamo che ringraziare per l’attenzione che Governo e ministeri di riferimento hanno prestato e rivolgono a un settore che fino a poco tempo fa era quasi negletto. l’interesse che ha riservato al mondo venatorio. Credo però che sia possibile fare ancora uno sforzo per far sì che il cambio di passo nei confronti della caccia possa venir completato dando pari opportunità laddove se ne discute e si legifera a persone preparate e laiche, non schierate ideologicamente né a favore né contro. Credo che se le Regioni, che domandano e ricevono l’aiuto dei cacciatori in tanti modi diversi, attraverso i loro assessori avanzano in modo corale il tema, questo sia possibile” ha concluso Buconi fra gli applausi dei presenti.

Ancora una volta la Federazione ha dato vita a un bel momento di confronto e condivisione dei temi trattati e da trattare con lo scopo di trovare soluzioni e non di fare facili consensi.