FEDERCACCIA TOSCANA-UCT: TRA COLPI DI SCENA E UNA DISCUSSIONE SERRATA IL CONSIGLIO REGIONALE APPROVA IL NUOVO PFVR

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Marcata insoddisfazione di Federcaccia Toscana-UCT sul testo definitivo. Emerge con forza il dato politico di una maggioranza di Governo della Regione Toscana a traino M5S. Il nostro impegno non finisce certo qui, ma anzi proseguirà nella fase applicativa, nei territori e tra la gente, nell’assoluta convinzione di non cedere a questa deriva di impronta animalista e anti-caccia.

 

L’acceso confronto in Aula e i numerosi emendamenti presentati hanno confermato le profonde criticità che puntualmente e con competenza Federcaccia Toscana-UCT – assieme ad Enalcaccia ed Anuu Toscana – aveva messo in evidenza ed avvalorato, nell’ultimo mese, con una mobilitazione che ha coinvolto migliaia di cacciatori che ci hanno sostenuto in questa straordinaria battaglia. Chi ha portato avanti per settimane la falsa narrazione delle Fake News e del “tutto va bene” è stato smentito dal duro scontro politico ed istituzionale che si è consumato nelle ripetute sedute del Consiglio regionale, prima di giungere ad una convulsa approvazione definitiva.

Con 22 voti favorevoli e 17 contrari è stato approvato il nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale della Toscana. Hanno votato a favore i gruppi Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Casa Riformista, mentre hanno espresso voto contrario i gruppi di Fratelli D’Italia, Forza Italia, Futuro Nazionale e Alleanza Verdi e Sinistra.

Pur riservandoci una più approfondita e dettagliata analisi – della quale daremo comunicazione non appena avremo esaminato il testo integrale – registriamo che nel corso del dibattito sono stati presentati e approvati alcuni emendamenti correttivi, che tuttavia risultano comunque insufficienti, per colmare le gravi lacune emerse anche durante il lungo dibattito avvenuto in sede consiliare.

Si tratta di elementi che dovranno essere valutati attentamente nella loro formulazione definitiva e soprattutto nelle conseguenze applicative. Il fatto che alcune delle questioni sollevate siano arrivate fino all’esame dell’Aula, conferma la fondatezza delle criticità evidenziate attraverso il lavoro tecnico, politico e informativo svolto dall’Associazione e durante la mobilitazione che, nell’ultimo mese, ha attraversato l’intera Toscana coinvolgendo cacciatori, rappresentanti delle forze politiche e istituzioni a tutti i livelli. Tutto questo mentre il resto del mondo venatorio toscano ha sostenuto in maniera acritica il nuovo PFVR, esaltando e promuovendo il lavoro svolto dagli Uffici regionali nella redazione del testo, oggi profondamente messo in discussione dall’Aula.

I correttivi approvati dunque non possono tuttavia cancellare le gravi lacune che la Federcaccia Toscana-UCT ha portato all’attenzione generale e che hanno accompagnato l’elaborazione dell’iter del Piano. Rimangono inoltre aperti numerosi aspetti interpretativi – soprattutto per quanto riguarda le prescrizioni imposte dal NURV al centro della nostra battaglia – sulle quali ci riserviamo un’attenta valutazione, anche di carattere giuridico, nella ricerca di garantire ed affermare la certezza del diritto dei cacciatori toscani. Una impostazione che lo stesso Presidente Giani ha ritenuto opportuno dover riaffrontare, nelle prossime settimane, per evitare di giungere ad un “cortocircuito burocratico” specialmente sul tema degli appostamenti fissi.

Il risultato finale scaturito dal Consiglio mette inoltre in evidenza la responsabilità di quelle componenti che hanno imposto un’accelerazione dei tempi di approvazione a discapito della qualità dei contenuti e dunque di una più larga convergenza politica nell’interesse generale. Le pressioni da fronti opposti sia del mondo agricolo che della componente animal-ambientalista, hanno spinto la maggioranza di governo della Regione e il Presidente Giani in una situazione di evidente criticità politica, che segna comunque l’inizio di una fase di forte involuzione su temi – come quello tra caccia, gestione faunistica e dinamiche ambientali – che da sempre aveva contraddistinto la Toscana nello scenario nazionale. Contraddizioni queste tra l’altro ben evidenziate nella loro sostanza politica nelle dichiarazioni di voto dei gruppi di Opposizione che hanno tenuto, su queste tematiche, una postura istituzionale e politica trasparente ed incentrata su precisi contenuti.

Federcaccia Toscana-UCT riconoscerà con serietà ogni modifica positiva introdotta, ma con la stessa chiarezza svilupperà tutte le possibili iniziative – partendo dai territori – affinché si possano trovare le necessarie garanzie a difesa dei diritti e della funzione sociale della caccia e dei cacciatori toscani. Il nostro impegno non finisce certo qui, anzi, proseguirà nella fase applicativa, nei territori e tra la gente, nell’assoluta convinzione di non cedere a questa deriva di impronta animalista e anti-caccia.

Non esprimiamo giudizi affrettati e valuteremo il testo definitivo esclusivamente nel merito. È però già evidente che il lavoro svolto dalla nostra Associazione e la mobilitazione promossa in tutta la Toscana hanno portato le criticità del Piano al centro del confronto politico e istituzionale, a conferma di una battaglia legittima basata sui contenuti che sono stati centrali nel dibattito sviluppato in Aula” ha dichiarato Marco Salvadori Presidente regionale FIdC-UCT. “La nostra insoddisfazione è dunque palese. Nei prossimi giorni valuteremo con chiarezza anche le azioni e valutazioni su una serie di impegni di cui finora il mondo venatorio regionale si è fatto carico a titolo volontario ed a proprie spese. Da adesso in poi sarà forse la componente animalista a garantire gli impegni e le responsabilità legate alle attività di controllo, gestione e prevenzione legate alla fauna selvatica“. (Ufficio stampa Federcaccia Toscana-UCT)