
È dovere istituzionale di questa Presidenza fare chiarezza, con rigore scientifico e documentale, sull’iter che ha interessato la determina dirigenziale (ATTO DD 817/A1700A/2026) recante il divieto di attività venatoria in alcuni comuni delle Province di Alessandria e del Verbano-Cusio-Ossola. Una corretta informazione è dovuta al popolo dei cacciatori, troppo spesso esposto a narrazioni distorte.
La politica venatoria non è una gara di velocità, né il valore di una sigla si misura sulla base di effimeri primati temporali. Se così fosse, la storia degli ultimi cinquant’anni vedrebbe Federcaccia Piemonte quale unica e indiscussa vincitrice, a fronte di un’assenza quasi totale delle altre associazioni piemontesi nelle battaglie legali più complesse. Si ricorda, a titolo di esempio, il ricorso al TAR dello scorso 9 settembre contro la chiusura della caccia in Piemonte, contesto in cui la sigla Libera Caccia è risultata non pervenuta.
È necessario ristabilire la realtà dei fatti:
- La natura del provvedimento: Il dirigente regionale, a seguito della nota del 18 agosto con cui sollecitava i dati da ATC e CA sullo stato dell’arte, ha emesso un atto cautelativo. Lo stesso testo specificava chiaramente che, al mutare delle condizioni meteorologiche e territoriali, il provvedimento sarebbe stato variato.
- Lo stato attuale: Ad oggi la determina non è stata annullata. Spiace per chi, con eccessiva foga e scarsa prudenza istituzionale, si è affrettato ad autoproclamarsi vincitore appuntandosi medaglie di cartone. La realtà smentisce i proclami.
L’azione concreta e risolutiva è stata avviata da questa Federazione. Nella mattinata di ieri, in coordinamento con il Presidente Nazionale Massimo Buconi, ho preso contatti diretti con gli uffici della Regione Piemonte – nella persona della Dott.ssa Alessandra Berto, estensore dell’atto – per evidenziare il mutamento del contesto territoriale e concordare un iter d’urgenza.
Grazie a questo intervento, è stata immediatamente disposta una circolare a tutti gli ATC e CA interessati dagli incendi. Entro domani, giovedì 17 settembre alle ore 12:00, questi enti dovranno mappare le aree colpite dal fuoco e quelle recuperabili. Ciò permetterà ai funzionari regionali di adottare una parziale rettifica in tempo utile per garantire ai cacciatori una regolare apertura della stagione.
A conferma della capillarità della nostra azione, si sottolinea anche il tempestivo intervento del Presidente Provinciale Federcaccia di Alessandria, Diego Lazzari, che lunedì scorso ha formalmente sollecitato la rettifica.
Lasciamo volentieri ad altri la ricerca di consenso mediatico e la raccolta di tessere basata su annunci infondati. Non escludiamo che altre sigle si siano interessate al problema, ma stigmatizziamo con forza la scelta di voler fare “i primi della classe” rifiutando la concertazione. Questo modus operandi non fa il bene dei cacciatori: l’invio disordinato di istanze da più fronti ottiene il solo risultato di ingolfare gli uffici pubblici. La sinergia istituzionale produrrebbe ben altri frutti, ma evidenti logiche di visibilità sui social network spingono a far credere – falsamente – di essere stati gli unici attori del processo.
Federcaccia non intende screditare il lavoro altrui, purché sia serio. Non tollererà, tuttavia, alcun tentativo di ridimensionare il proprio ruolo. I dati dimostrano che questa associazione è l’unica ad essere stata costantemente presente sul territorio piemontese per difendere la categoria nelle sedi politiche e giudiziarie. Il resto è noia.
Comunque, si ringraziano sentitamente gli uffici regionali dell’assessorato Caccia per la solerzia, la vicinanza e la tempestività dimostrate nella gestione di questa complessa vicenda, oltre all’interessamento del sen. Patrizio LA PIETRA, Sottosegretario di Stato e all’Assessore alla caccia della Regione Piemonte Paolo BONGIOANNI. (Guido Dellarovere – Presidente Regionale FIDC Piemonte)

















