FEDERCACCIA PUGLIA. LA VOLPE, L’UVA E LA NEGAZIONE DEI PROPRI LIMITI

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“Quando la volpe non arriva all’uva dice che è acerba”. È proprio il caso di dire che i vecchi proverbi non sbagliano mai. Infatti, il proverbio sta a significare che quando non si hanno i mezzi necessari e le giuste competenze per fare le cose si critica e si sminuisce l’operato degli altri.

Una emerita associazione venatoria pugliese, molto ideologizzata, per nascondere i propri fallimenti di gestione venatoria e l’incapacità di dare delle risposte serie ai propri iscritti e al mondo venatorio tutto, usa scuse per non ammettere le proprie responsabilità che hanno portato a una vera e propria emorragia di soci che abbandonano l’associazione e riconoscere invece i meriti di Federcaccia sia a livello regionale che nazionale.

Evidentemente il presidente regionale di tale associazione venatoria non si rende conto che oggi senza i censimenti (fatti da Federcaccia e dalla Regione Puglia anche con l’ausilio della telemetria satellitare) e la ricerca scientifica non si va da nessuna parte.

Federcaccia Nazionale per la difesa dei propri iscritti e di tutto il mondo venatorio ha istituito un Ufficio, con personale altamente qualificato, che collabora con molte università italiane e molte Regioni dove sono stati prodotti studi e ricerche che sono stati fatti propri anche da molti TAR Regionali. Inoltre, Federcaccia a differenza di qualche altra associazione, a difesa del mondo venatorio è sempre presente in tutti i ricorsi presentati dalle diverse associazioni ambientaliste avvalendosi dei migliori legali in materia.

Federcaccia Puglia è fiera che la propria associazione spenda i propri fondi per la ricerca scientifica e per la difesa della caccia nei vari Tribunali Italiani, poiché sono finalizzati alla tutela dei propri iscritti e di tutto il mondo venatorio.

Il presidente di tale associazione invece di criticare l’operato degli altri dovrebbe spiegare cosa ha prodotto il famoso “Comitato Scientifico” istituito a livello nazionale dalla propria associazione, mentre è evidente che la confusione e l’incertezza sui calendari venatori sono dovuti a una politica venatoria filo ambientalista posta in essere dalla sua associazione di appartenenza che pubblicamente ha preso posizione a favore dei pareri ISPRA che vanno contro il mondo venatorio e in particolare contro le cacce tradizionali pugliesi.

Per quanto riguarda la gestione degli ATC in Puglia, si ricorda che gli stessi sono commissariati dal 2018. Prima dei commissari tutti gli ATC pugliesi erano gestiti dai comitati di gestione, dove tale associazione era presente con propri componenti che mai hanno contestato nulla o messo in dubbio la loro esistenza.

Stranamente la critica avviene alla vigilia della costituzione dei nuovi comitati di gestione degli ATC, e in molti di questi comitati tale associazione NON sarà presente per mancanza di rappresentatività.

Inoltre, risulta contraddittorio il comportamento del presidente di tale associazione, ormai ridotta ai minimi termini, poiché oggi denuncia il fallimento degli ATC e mette in discussione la loro gestione, mentre solo qualche settimana fa si attivava per far modificare il regolamento regionale degli ATC al solo fine di far entrare i propri rappresentanti in tutti i comitati di gestione degli stessi ATC pugliesi.

È proprio il caso di dire che “si predica bene e si razzola male”.

Federcaccia Puglia confida nell’intelligenza dei cacciatori pugliesi che sapranno rivolgersi a quelle associazioni venatorie serie che avranno la capacità di rappresentarli in tutte le sedi e isolare i venditori di fumo.

Colgo l’occasione per fare un in bocca al lupo a tutti i cacciatori pugliesi per l’approssimarsi dell’apertura della nuova stagione venatoria, rispettando leggi e regolamenti. (Il presidente regionale Federcaccia Puglia Luigi Scalera)

Foto di Klaus Böhm da Pixabay