ASSOCIAZIONE CACCIATORI TRENTINI. PREMIATI 61 CACCIATORI PER I 50 ANNI DI PASSIONE

95

Nella prestigiosa cornice della Cantina Storica del PalaRotari di Mezzocorona, ai 53 cacciatori presenti è stato consegnato il meritato riconoscimento per aver raggiunto il traguardo dei 50 anni di passione e fedeltà all’Associazione Cacciatori Trentini. Presenti anche i due cacciatori più giovani, neo 18enni, e l’assessore all’artigianato, commercio, turismo, foreste, caccia e pesca Roberto Failoni.

Il presidente dell’Associazione, Matteo Rensi, ha evidenziato come “Mezzo secolo è un lasso temporale davvero notevole, per poter raggiungere un obiettivo così importante è necessario essere spinti e sostenuti da una passione enorme. Essere cacciatori infatti significa avere a cuore e mettere al primo posto la gestione oculata e attenta della flora e della fauna del nostro Trentino. Amare ed avere un rapporto simbiotico con la propria terra. La narrazione che da troppo tempo ci accompagna, e che rischia di dipingerci come soggetti che si muovono senza una programmazione ma per puro divertimento, purtroppo è ancora diffusa. Non ignoro questa realtà, ma sono convinto che qualcosa nella percezione comune stia finalmente cambiando: dobbiamo continuare così a farci conoscere a 360 gradi per tutto quello che quasi quotidianamente facciamo”.

A seguire, l’assessore Roberto Failoni ha voluto esprimere il suo plauso ai premiati, sottolineando il valore profondo dell’attività venatoria: “I cacciatori infatti, accanto al loro ruolo nella gestione di fauna e biodiversità, contribuiscono a mantenere viva e valorizzata la montagna, trasmettendo alle nuove generazioni valori profondi legati alla responsabilità e all’ambiente. Rappresentano quindi una parte integrante dell’identità trentina e dei valori dell’autonomia. Come Provincia portiamo avanti insieme all’Associazione Cacciatori Trentini un lavoro condiviso fatto di responsabilità, formazione, gestione consapevole del territorio. Un percorso che favorisce, oltre alle competenze, anche la consapevolezza circa le funzioni svolte dal mondo venatorio nel contesto alpino. È fondamentale far conoscere alle nuove generazioni questo mondo, che non si limita solo al prelievo ma comprende diverse attività e azioni a favore del territorio: dalla manutenzione dei sentieri fino alla pulizia dei prati. I cacciatori vivono la montagna e se ne prendono cura, ed è proprio questo il valore da trasmettere ai giovani”.

Infine ecco un accorato appello del presidente Rensi: “La nostra Associazione è composta da 6 mila soci, a voi che oggi venite premiati per mezzo secolo di attività venatoria chiedo un ultimo sforzo che reputo davvero importante: ovvero provare a trasmettere parte di tutto ciò che avete vissuto e provato ai nostri membri più giovani. Il bagaglio di esperienza su cui potete contare ha un valore inestimabile che non va assolutamente disperso. Loro dovranno invece essere in grado di comprendere fino in fondo l’importanza della gestione. Perché gestire significa assumersi una responsabilità: quella di custodire un patrimonio faunistico prezioso, affinché anche le future generazioni possano conoscerlo, viverlo e goderne. Il futuro della nostra Associazione passa anche da questo: dalla capacità di unire generazioni diverse, di custodire la memoria, di trasmettere passione e responsabilità, e di continuare a camminare insieme al servizio della nostra terra, della nostra fauna e della nostra comunità”. (ACT)