ADEGUAMENTO QUOTE ATC: FEDERCACCIA UMBRA RICHIAMA ALLA RESPONSABILITÀ

158

In merito al dibattito riguardante l’adeguamento delle quote di iscrizione agli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC), Federcaccia Umbra interviene per ribadire la propria posizione: una scelta di realismo che non deve però trasformarsi in una “tassa” indistinta, ma in un investimento certo per il futuro del territorio.

Una scelta di realismo: quote ferme da 31 anni

L’approvazione dell’adeguamento tariffario a 51,65 euro (allineando gli ATC 1 e 2 ai parametri già in vigore per l’ATC 3) nasce da una necessità oggettiva. “Non si può pensare di fare gestione faunistica nel 2026 con tariffe fissate nel 1995”, dichiara la presidenza regionale. I costi dei servizi, dei carburanti e dei ripristini ambientali sono profondamente mutati; restare ancorati ai prezzi dello scorso millennio significherebbe condannare la gestione del territorio all’immobilismo.

Vincolo di destinazione: l’appello alla Regione Umbria

Il “sì” di Federcaccia è tuttavia condizionato a un punto centrale e non trattabile: le maggiori risorse derivanti dall’aumento devono essere destinate esclusivamente alla piccola selvaggina stanziale, ai miglioramenti ambientali e alla gestione delle zone di Ripopolamento e cattura e aree di rispetto temporaneo.

A tal proposito, Federcaccia Umbra lancia un appello diretto alle istituzioni:

  • Ripristino dei capitoli di spesa: Si invita formalmente la Regione a ripristinare con urgenza i capitoli di spesa dedicati, vincolando preventivamente le somme per ogni singola tipologia di azione.
  • Gestione mirata: Come richiesto dagli stessi ATC, ogni euro derivante dall’aumento deve avere una tracciabilità precisa verso le zone di ripopolamento e cattura e aree di rispetto, il ripopolamento e i miglioramenti ambientali a scopo faunistico.
  • Trasparenza totale: Gli ATC devono operare come “case di vetro”. Esigiamo una verifica rigorosa sui bilanci per eliminare ogni spesa che non sia strettamente legata ai fini faunistico-venatori.

No alla propaganda, sì ai progetti

Federcaccia Umbra esprime rammarico per lo scontro politico che sta usando i cacciatori come terreno di battaglia elettorale. Il cacciatore, vero custode del territorio, comprende che senza risorse non c’è futuro, ma pretende che quelle risorse siano spese bene.

La caccia in Umbria ha bisogno di progetti concreti e di una gestione oculata, non di sterili polemiche. Vigileremo affinché ogni centesimo versato dai nostri associati torni sul territorio sotto forma di selvaggina e tutela ambientale.