Facendo seguito al nostro comunicato del 30 ottobre u.s., con il quale abbiamo comunicato della chiusura della caccia in Sicilia, oggi vogliamo entrare un po’ nei dettagli e nelle motivazioni che hanno portato al fermo della caccia nella nostra Regione.
È ovvio che tutti i cacciatori isolani hanno preso malissimo questa sentenza anche perché, negli anni, non è la prima volta che siffatte sentenze bloccano la caccia per alcuni giorni.
Evidentemente i cacciatori sono stanchi e stufi di vedersi costantemente attaccati dai ricorsi e dalle sentenze dei Tribunali e vorrebbero avere, una volta per tutte, delle certezze per poter praticare in santa pace questa passione.
Come Federcaccia Sicilia assieme a Federcaccia Nazionale e alla Associazione Siciliana Caccia e Natura e al Consiglio Siciliano di Caccia Pesca Ambiente Cinofilia Sport, siamo pronti ad intervenire nell’immediato con un ricorso da presentare al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Sicilia nel quale chiederemo la riforma della sentenza del TAR, contestando varie parti di questo pronunciamento, che appaiono illogiche alla luce di quanto disposto dalle leggi nazionali e regionali in materia di pianificazione faunistica regionale.
Allo stesso tempo la politica siciliana dovrà attivarsi nell’adeguare la nostra Legge Regionale alle modifiche apportate alla L.N. 157/92 che, se realizzate, ci avrebbero consentito di potere andare a caccia con il Calendario Venatorio dello scorso anno.
Inoltre, ci siamo già mossi ed abbiamo intrapreso delle azioni mirate rivolte alla politica siciliana per aprire un confronto che porti alla normalizzazione dell’attività venatoria in Sicilia.
Siamo stanchi di sentire solo promesse. Desideriamo solo certezze che è possibile averle solo con il dialogo e non con le imposizioni.
Non fa per niente piacere venire a conoscenza, per mezzo di un comunicato da parte dell’Assessore al Territorio ed Ambiente (di seguito ARTA), della definizione delle misure di conservazione, previste dalla Commissione europea, dei 299 Siti della Rete Natura 2000 per rispettare e mettersi in regola in merito ad una procedura di infrazione e messa in mora complementare. L’ARTA dimentica che anche noi, come portatori di interesse, avremmo dovuto partecipare anche perché, proprio su questa tematica si sta discutendo in Assessorato all’Agricoltura sulla stesura del nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale, e appare davvero sconcertante che nemmeno l’Assessorato Agricoltura e Foreste sia stato consultato in merito alla preparazione delle nuove misure di conservazione dei siti Natura 2000. Auspichiamo su questo punto un intervento politico che ponga fine allo strapotere dell’ARTA sulla gestione del territorio e delle materie di caccia e gestione ambientale, che sono anche di diritto competenze dell’Assessorato Agricoltura e Foreste.
Oltre a questa inaccettabile incongruenza istituzionale, ormai da troppo tempo l’ARTA con i suoi dirigenti si rifiutano di dialogare con il mondo venatorio tenendoci sempre all’oscuro di tutte le iniziative che intraprendono.
In conclusione ci pregiamo rivolgere un accorato appello alle altre Associazioni Venatorie presenti in Sicilia che, come noi, si impegnano a lavorare per la caccia ed a fare ricorsi per creare un fronte comune sulle azioni da intraprendere su tutte le problematiche relative all’attività venatoria. Uniti si è più forti. (Federcaccia Sicilia)

















