COORDINAMENTO COLOMBACCIO ITALIA. FACCIAMO IL PUNTO SULLA TORTORA SELVATICA

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Quando si parla di Tortora Selvatica, specialmente vicino all’inizio di ogni nuova stagione venatoria molti cacciatori ci pongono una domanda chiara e legittima:

“Cosa state facendo per la tortora selvatica?” oppure “Perché in Italia non è possibile cacciare la tortora selvatica mentre in altri Paesi europei sì?”

È giusto chiedere risposte. Ed è doveroso fornirle in modo trasparente.

La situazione della Streptopelia turtur in Italia e in Europa

La tortora selvatica è oggi classificata a livello europeo come specie in stato di conservazione sfavorevole. Il suo declino non è legato a una sola causa, ma principalmente alla trasformazione degli habitat agricoli: semplificazione del paesaggio, monocolture intensive, perdita di siepi, incolti, prati stabili e piccoli boschi.

In Italia la popolazione nidificante ha mostrato un declino moderato negli ultimi decenni, con differenze tra le varie aree geografiche. Proprio per questo il nostro Paese, in applicazione della Direttiva Uccelli e delle indicazioni europee, ha adottato un Piano di Gestione Nazionale specifico per la specie.

Perché in alcuni Paesi si caccia e in Italia no?

La risposta è tecnica ma semplice.

L’Europa ha suddiviso la popolazione di tortora in due diverse “flyway” (rotte migratorie). Le decisioni sulla caccia vengono prese in base alla situazione demografica delle popolazioni che utilizzano ciascuna rotta.

Nella flyway centro-occidentale è stata applicata negli ultimi anni una sospensione del prelievo. Successivamente a quattro anni di sospensione si è verificata una ripresa della popolazione in questo areale e l’anno scorso (2025) la caccia è stata riaperta con una quota ristretta di capi abbattibili.
Nella flyway centro-orientale – che interessa gran parte dell’Italia – il prelievo è stato fortemente ridotto (circa -60% rispetto al periodo di riferimento 2013-2018), ma subordinato a criteri molto stringenti. Negli ultimi due anni la raccomandazione della Commissione è stata la sospensione del prelievo, ripresa da ISPRA e per questo la caccia è stata chiusa in quasi tutte le regioni italiane.

La Commissione Europea ha introdotto il sistema di gestione adattativa del prelievo (AHM – Adaptive Harvest Management): in pratica, si potrà tornare a cacciare solo dimostrando, con dati scientifici solidi, che:

  • le popolazioni nidificanti sono in ripresa,
  • gli habitat vengono migliorati concretamente,
  • il prelievo è sostenibile e controllato,
  • esiste una rendicontazione precisa dei carnieri.

Non è quindi una scelta “politica” isolata dell’Italia, ma un percorso tecnico europeo basato su dati scientifici.

Cosa sta facendo la Federazione Italiana della Caccia?

La Federazione Italiana della Caccia, attraverso il proprio Ufficio Studi e Ricerche, ha elaborato un Vademecum operativo per applicare concretamente il Piano di Gestione Nazionale.

Il lavoro non si limita alle parole, ma punta su azioni precise:

1 Miglioramento degli habitat

Attraverso ATC e CA si promuovono interventi prioritari come:

  • realizzazione e gestione di siepi campestri complesse,
  • recupero e creazione di piccoli boschi irregolari,
  • tutela di prati, pascoli e incolti,
  • conservazione delle tare agricole (siepi, filari frangivento, fossi, canali, scarpate, strade interpoderali, ecc.),
  • colture a perdere,
  • promozione dell’agricoltura biologica e conservativa,
  • rilascio delle stoppie e ritardo delle arature.

Il problema principale della tortora non è la caccia in sé, ma la perdita di habitat idonei. Senza habitat, non c’è specie da gestire.

2 Raccolta dati e monitoraggio

Una gestione moderna richiede numeri:

  • rendicontazione puntuale dei carnieri,
  • monitoraggi delle popolazioni nidificanti,
  • studi sui flussi migratori,
  • analisi del successo riproduttivo,
  • valutazione dell’impatto dei predatori.

Solo con dati aggiornati possiamo sederci ai tavoli europei con credibilità.

3 Applicazione della gestione adattativa

L’obiettivo è arrivare a una cacciabilità regolamentata e sostenibile, basata su quote, controllo in tempo reale e revisione annuale dei dati.

Il ruolo del Coordinamento Colombaccio Italia

Il Coordinamento è il gruppo di lavoro creato proprio per affrontare queste sfide in modo tecnico e organizzato. Il nostro impegno si concentra su:

  • collaborazione con Federcaccia e con il mondo scientifico;
  • supporto agli ATC nelle azioni ambientali;
  • sensibilizzazione dei cacciatori sull’importanza della raccolta dati;
  • promozione di una cultura della gestione responsabile.

Non stiamo “aspettando” che qualcosa cambi: stiamo lavorando perché le condizioni tecniche per tornare a una caccia sostenibile si realizzino davvero.

Una verità che dobbiamo dirci con chiarezza

Se non verranno applicate seriamente le misure ambientali previste dal Piano di Gestione, la tortora rischia di rimanere non cacciabile ancora a lungo.

Al contrario, se il mondo venatorio dimostrerà di essere protagonista nel miglioramento degli habitat, nel monitoraggio scientifico delle popolazioni nidificanti e nella gestione adattativa del prelievo, potremo rivendicare con forza una riapertura regolamentata.

Il messaggio ai cacciatori

La tortora selvatica è parte della nostra tradizione, ma oggi è anche una responsabilità.

Il futuro della sua caccia dipende:

  • dalla qualità del lavoro sugli habitat,
  • dalla serietà nella raccolta dei dati,
  • dalla credibilità che sapremo costruire a livello nazionale ed europeo.

La Federazione Italiana della Caccia sta facendo la sua parte con competenza e determinazione.

Il Coordinamento Colombaccio Italia è pienamente impegnato in questo percorso.

Non siamo per seguire le polemiche ma per perseguire la buona gestione con competenza e unità.

Solo così potremo tornare a parlare di tortora non come problema, ma come esempio di gestione venatoria moderna e sostenibile.

Qui puoi scaricare il documento “manuale applicativo” redatto da Federcaccia dove puoi approfondire in autonomia i concetti espressi in questo articolo. (Coordinamento  Colombaccio Italia)