UNCF. NO AL BRACCONAGGIO, MA I CONTROLLI SIANO MIRATI E SENSATI

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Prendendo atto della persistente azione di controlli presso falconieri ed allevatori di rapaci da parte delle autorità forestali su tutto il territorio nazionale di questi ultimi mesi, UNCF – Unione Nazionale Cacciatori Falconieri, settoriale Federcaccia, vuole esprimere la più profonda preoccupazione per dei modus operandi che si stanno reiterando nei confronti della Falconeria.

Fermo restando la nostra condanna a qualsiasi atto di bracconaggio, ed appoggiando le autorità competenti nelle attività di controllo e prevenzione di possibili illeciti da parte di scellerati singoli, prendiamo atto di ripetuti e massicci interventi estesi a tutto il territorio nazionale reiterati negli anni, e a fronte di ciò ci troviamo oggi a chiederci se un tale dispiegamento di forze abbia avuto effettivamente un reale riscontro tale da giustificarne i metodi e gli sforzi profusi. Qualora i numeri sostenessero un’effettiva discrasia, riteniamo sia giunto il momento di concertare dei protocolli di controllo ed autocontrollo che possano da un lato aumentare la collaborazione tra Falconeria e forze dell’ordine, e dall’altro diminuire lo stress che inevitabilmente tali operazioni fanno sistematicamente subire all’animale.

Per quanto concerne il comparto dell’allevamento dei rapaci, invece, pur rilevando alcuni unicum positivi, da anni denunciamo una burocrazia complessivamente farraginosa, che pone l’Italia in fondo alla classifica europea dei tempi medi di rilascio dei certificati c.d. “FONTE C”.

Queste lungaggini purtroppo hanno serie ripercussioni, sia sul benessere degli animali che sull’indotto economico che tali attività portano a beneficio.

Vogliamo sottolineare infatti che la gestione dei rapaci non può prescindere dalla biologia stessa di questi animali, la quale fissa in modo esclusivo solo nelle primissime settimane le finestre d’imprinting utili a consolidare il corretto sviluppo psico-fisico-comportamentale, e che successivamente si ripercuoterà pertanto sul benessere e sull’addestramento di tali soggetti.

Nostro malgrado, tale necessità ad oggi non viene ancora presa in seria considerazione dalle autorità competenti, che persistono a uniformare l’iter di rilascio dei certificati alla stregua di un oggetto commerciale e non di un essere vivente quale è, con il risultato di incentivare per contro l’importazione dall’estero, con animali magari meno selezionati geneticamente, ma disponibili nei giusti tempi biologici e quindi più gestibili ed addestrabili.

UNCF si rende fin da subito disponibile a supportare con tutte le proprie forze ogni iniziativa finalizzata ad una regolamentazione globale del settore, che possa porre tutti gli allevatori, indistintamente dalla dimensione, nelle migliori condizioni possibili ad una rapida cessione degli animali ai futuri proprietari, riducendo l’impatto dei controlli nelle tempistiche pur mantenendone l’efficacia, e favorendo un clima di sempre più profonda collaborazione tra le parti.