FONDAZIONE UNA PUBBLICA IL MANIFESTO DEI PALADINI DEL TERRITORIO

279

 

Il manifesto è utile a chiarire, in prossimità dell’Operazione Paladini del Territorio in programma dal 21 al 29 maggio, in cosa si caratterizza realmente la figura del cacciatore come Paladino dell’Ambiente e della Biodiversità.

In occasione dell’Operazione Paladini del Territorio, che si svolgerà dal 21 al 29 maggio in tutta Italia, Fondazione UNA ritiene fondamentale chiarire in cosa si caratterizza realmente la figura del Paladino, raccogliendone le caratteristiche differenzianti in un Manifesto. Il documento, redatto in 10 punti, riporta le azioni che ogni cacciatore dovrà perseguire per agire sul territorio in maniera sostenibile, responsabile e consapevole.

Da sempre, infatti, tra gli obiettivi di Fondazione UNA c’è quello di sostenere un modello di caccia finalizzato al mantenimento degli equilibri tra le specie in natura, e dunque funzionale alla preservazione della biodiversità, con grande attenzione per il territorio e nel pieno rispetto delle regole.

Il Manifesto del Paladino del Territorio contiene le seguenti indicazioni:

  • Salvaguardare la biodiversità e gli equilibri naturali di flora e fauna
  • Tutelare le specie protette e lottare contro la pratica illecita del bracconaggio, che non solo rappresenta un problema per la conservazione della fauna, ma danneggia anche la reputazione di una caccia sostenibile
  • Vigilare costantemente sullo stato di salute dell’ambiente nel suo territorio, ad esempio rilevando situazioni a rischio di incendio o la diffusione di malattie nella fauna selvatica
  • Intervenire nei confronti della fauna problematica a tutela di equilibri faunistici, habitat, reticolo idrico, patrimonio forestale e imprese agricole, e della pubblica incolumità.
  • Essere parte attiva nella risoluzione dei problemi di inquinamento del territorio attraverso l’organizzazione di iniziative aperte alla cittadinanza
  • Supportare le comunità locali in occasione di emergenze ambientali e sanitarie, come avvenuto attraverso le donazioni a favore di enti, associazioni e ospedali durante la pandemia di Covid-19, e ora nel monitoraggio, contenimento e prevenzione della diffusione della peste suina africana o altre patologie della fauna.
  • Promuovere lo sviluppo di una filiera della carne di selvaggina completamente tracciabile, acquisendo le competenze tecniche e operative per il corretto trattamento della carcassa della grossa selvaggina e, a seguire, valorizzandone le caratteristiche di sostenibilità e la qualità nutrizionale
  • Promuovere una concezione moderna della caccia, da intendersi anche come attività che opera a favore della sostenibilità ambientale e a vantaggio della comunità e del territorio.
  • Dialogare e confrontarsi in maniera aperta e scevra da pregiudizi con gli altri attori impegnati sui temi della ruralità e dell’ecologia, per trovare nuovi spazi di collaborazione a tutela dell’ambiente e della biodiversità.
  • Farsi orgogliosamente testimone e sempre più portavoce di un modello di cacciatore responsabile, che si prende cura dell’ambiente, del territorio e della comunità.

È in questa prospettiva che Fondazione UNA riconosce al cacciatore un ruolo chiave nel promuovere un modello di caccia sostenibile, perché solo un’attività venatoria caratterizzata da un forte senso etico e di responsabilità è in grado di salvaguardare la biodiversità dei territori.

Con Operazione Paladini del Territorio, le realtà venatorie insieme ai singoli cacciatori dimostrano l’impegno concreto nella tutela dell’ambiente, incontrando i principi che guidano le azioni di ogni Paladino. In poco tempo, Fondazione UNA ha raccolto adesioni da oltre 70 sezioni locali delle associazioni venatorie italiane che operano in 15 regioni differenti, che andranno a compiere attività di ripristino e/o pulizia in zone colpite dall’inquinamento originato dall’uomo, e sono (elenco in costante aggiornamento):

  1. Calabria con un totale di 16 attività:
  • In provincia di Cosenza,
  • In provincia di Crotone,
  • In provincia di Reggio Calabria,
  • In provincia di Vibo Valentia
  1. Campania con un totale di 3 attività:
  • In provincia di Caserta
  • In provincia di Napoli
  1. Emilia-Romagna con un totale di 1 attività:
  • In provincia di Parma
  1. Friuli-Venezia Giulia con un totale di 3 attività:
  • In provincia di Pordenone
  • In provincia di Trieste
  • In provincia di Udine
  1. Lazio con un totale di 3 attività:
  • In provincia di Frosinone
  • In provincia di Roma
  1. Lombardia con un totale di 7 attività:
  • In provincia di Bergamo
  • In provincia di Varese
  • In provincia di Brescia
  • In provincia di Monza-Brianza
  1. Marche con un totale di 2 attività:
  • In provincia di Macerata
  1. Molise con un totale di 1 attività:
  • In provincia di Isernia
  1. Piemonte con un totale di 10 attività:
  • In provincia di Torino
  • In provincia di Biella
  1. Puglia con un totale di 14 attività:
  • In provincia di Lecce
  • In provincia di Barletta- Andria -Trani
  • In provincia di Foggia
  1. Sicilia con un totale di 3 attività:
  • In provincia di Ragusa
  • In provincia di Trapani
  • In provincia di Catania
  1. Sardegna con un totale di 2 attività:
  • In provincia di Cagliari
  • In provincia di Nuoro
  1. Toscana con un totale di 4 attività:
  • In provincia di Firenze
  • In provincia di Lucca
  • In provincia di Siena
  1. Umbria con un totale di 2 attività:
  • In provincia di Perugia
  • In provincia di Terni
  1. Veneto con un totale di 2 attività:
  • In provincia di Venezia
  • In provincia di Verona

Qualunque realtà venatoria locale, o anche ogni singolo cittadino sia interessato a partecipare può scrivere a paladini@fondazioneuna.org per avere tutte le indicazioni ed essere parte di questo grande progetto.