FIDC TOSCANA – UCT.  PIANO INTEGRATO MIGLIARINO SAN ROSSORE MASSACIUCCOLI: CONTINUA L’IMPEGNO PER LA CACCIA E I CACCIATORI

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Sull’albo pretorio del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli sono state pubblicate le documentazioni inerenti alla proposta di nuovo piano integrato inviate alla Regione e che comprendono anche la proposta di nuova perimetrazione delle aree interne e delle aree contigue del parco stesso.

Notiamo con soddisfazione che molte delle istanze da noi portate avanti in questi mesi sono state accolte e che rispetto alla bozza circolata inizialmente, molte situazioni fortemente impattanti per l’attività venatoria sono state risolte prevedendo di mantenere queste aree in area contigua. In particolare possiamo rilevare che gli argomenti e le osservazioni puntualmente presentate dalla nostra associazione hanno consentito di salvaguardare la stragrande maggioranza degli appostamenti fissi e ingiustificate penalizzazioni delle altre forme di caccia.

Tuttavia non possiamo che rilevare con notevole contrarietà come ancora una volta la nuova programmazione territoriale di un Parco preveda un allargamento delle aree precluse all’attività venatoria invece di concentrarsi sulla risoluzione delle problematicità gestionali presenti nelle attuali aree interne.

Tra le aree interessate dal previsto allargamento dell’area interna, permangano situazioni preoccupanti per alcune zone fortemente interessate dall’attività venatoria che avevamo segnalato senza aver purtroppo potuto avere un riscontro positivo.

Per finire alcune considerazioni in ordine ai pareri e alle prime reazioni che questa proposta sta suscitando e susciterà:

Non possiamo non constatare positivamente come diverse amministrazioni comunali, Massarosa in primis, ma anche l’attenzione dimostrata dal sindaco del comune di Pisa, abbiano mostrato una sensibilità nei confronti dell’attività venatoria valutata positivamente per il suo valore storico culturale nonchè per la sua funzione imprescindibile di gestione e presidio del territorio.

Valori questi, che sembrano invece del tutto sconosciuti ai membri del comitato scientifico del parco, alle solite associazioni animal-ambientaliste nonché ad alcuni esponenti del mondo politico locale. Secondo costoro infatti sarebbe necessario che anche le attuali aree esterne al parco, ove è stata svolta fino ad adesso l’attività venatoria, rientrassero nell’area interna a divieto di caccia e non nell’area contigua. Vengono addotte motivazioni di ordine conservazionistico di diversi habitat, dimenticando che tali habitat si sono conservati fino ad adesso nonostante, e spesso, per esempio per le aree umide, proprio grazie l’attività venatoria. Tali motivazioni ci appaiono ancor più singolari se si considera che molti habitat inclusi in area interna versano in un oggettivo stato di degrado, basti a titolo di esempio la situazione delle Lame di fuori, e non ci risulta che coloro che ora richiedano nuove aree vincolate si siano mai preoccupati di sollecitare o proporre soluzioni.

Considerando inoltre che nelle aree contigue il parco continuerà a dettare linee guida gestionali, non si capisce tutta questa fremente richiesta di allargamento dell’area interna se non per meri motivi ideologici contrati all’attività venatoria, che oramai diamo per scontati dalle solite sigle, ma che ci saremmo aspettati non fossero espressi da esponenti del mondo scientifico e politico locale.

Federcaccia Toscana – Unione Cacciatori Toscani si schiera contro questa visione anacronistica dell’attività venatoria intesa come problema e non come strumento utile alla gestione, e alla altrettanto anacronistica visione di un territorio da “ingessare” invece che da gestire con la collaborazione di tutti i portatori di interesse. Continueremo ad occuparci della questione durante tutti i passaggi a livello regionale che porteranno all’approvazione finale del nuovo piano integrato, e quindi della nuova perimetrazione del Parco, a seguito di un iter che si presenta ancora molto lungo ed articolato, affinchè vengano pienamente tutelate le esigenze del mondo venatorio.

Sarà nostra cura organizzare ulteriori incontri aperti a tutti i cacciatori nelle province di Lucca e Pisa per fornire i necessari aggiornamenti e gli sviluppi della situazione.