
Riportiamo ringraziando come sempre per la collaborazione, l’articolo pubblicato dal quotidiano “Tuttoggi – Il giornale on line dell’Umbria) dedicato all’incontro organizzato la scorsa settimana a Perugia.
La Sala Federcaccia Umbra di via Settevalli a Perugia ha ospitato l’atteso incontro dal titolo “La caccia alle palombe in Umbria tra storia e realtà: progettiamo il futuro”.
L’evento, organizzato dalla Federcaccia Regionale Umbra e dalla Sezione Provinciale di Perugia in stretta collaborazione con il Coordinamento Colombaccio Italia, ha riunito esperti, rappresentanti istituzionali e appassionati per un confronto profondo su una delle tradizioni venatorie più radicate del territorio.
L’iniziativa ha voluto sottolineare come la caccia al colombaccio (la “palomba”) non sia solo un’attività venatoria, ma un vero e proprio pilastro dell’identità culturale umbra, oggi chiamato a evolversi attraverso il rigore scientifico e una gestione lungimirante.
Gli interventi della giornata
L’apertura dei lavori è stata affidata ai saluti istituzionali di Maurizio Lorenzini, presidente regionale Federcaccia Umbra, che ha ribadito l’impegno dell’associazione nella tutela delle tradizioni locali. A seguire, Luca Coletti, presidente provinciale Federcaccia Perugia, ha introdotto le tematiche della serata, evidenziando il valore del passaggio generazionale e della conoscenza del territorio.
Il cuore del dibattito si è spostato poi sulla struttura e la visione associativa con l’intervento di Gherardo Ambrosini, coordinatore nazionale del Coordinamento Colombaccio Italia. Ambrosini ha illustrato la genesi del Coordinamento, definendolo un “progetto politico e culturale” nato per dare voce e dignità scientifica a una passione secolare.
A dare concretezza tecnica all’incontro è stato Simone Capriotti, responsabile tecnico-scientifico del Coordinamento. Nel suo intervento, “Progettiamo il futuro: la scienza al servizio della tradizione e della conoscenza”, Capriotti ha mostrato come la raccolta dati, il monitoraggio delle rotte migratorie e lo studio biologico siano gli unici strumenti in grado di garantire un futuro sostenibile alla caccia alle palombe, elevando il cacciatore a moderno custode della biodiversità.
Le conclusioni
Le conclusioni sono state affidate a Massimo Buconi, presidente nazionale della Federazione Italiana della Caccia. Buconi ha lodato l’iniziativa umbra come modello di sinergia tra associazionismo e mondo scientifico, sottolineando la necessità di una difesa della caccia che passi attraverso l’orgoglio delle proprie radici e l’autorevolezza dei dati.
Un pensiero è stato rivolto a Vladimiro Palmieri, che non ha potuto prendere parte alla serata per motivi di salute; a lui è andato il caloroso saluto della platea e degli organizzatori.
Al termine dei lavori, i partecipanti hanno potuto condividere un momento conviviale con un buffet dedicato alle specialità gastronomiche a base di colombaccio, a suggellare il legame indissolubile tra territorio, cultura e tavola.

















