CALABRIA. PUBBLICATO IL CALENDARIO 2026/2027. IL COMMENTO DI FIDC CALABRIA E DELLE ALTRE AA.VV. REGIONALI

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Con la pubblicazione del Calendario Venatorio 2026/27, approvato dalla G.R. lo scorso 21 luglio, si conclude un articolato iter che di fatto avvia con migliori auspici la corrente stagione venatoria.

Difatti quest’anno l’emanazione del decreto VINCA n. 12526 del 15 luglio, dopo una lunga battaglia di oltre un anno, ristabilisce condizioni sostenibili per l’attività venatoria nelle aree della Rete Natura 2000, ed in particolare nella ZPS Costa Viola. Le Associazioni venatorie regionali Federcaccia, Libera Caccia, Enalcaccia, Arcicaccia, Italcaccia, Anuu ed Eps non possono che esprimere soddisfazione per il risultato raggiunto, che è il culmine di un impegno corale del mondo venatorio, in tutte le sue espressioni.

Il decreto VINCA è stato preceduto dalla deliberazione della Giunta regionale n. 322 del 16 giugno, frutto di un lungo confronto che ha impegnato il mondo venatorio già dallo scorso anno. Con diversi interventi le associazioni venatorie hanno sviluppato un paziente e proficuo lavoro presso la Regione e nel dettaglio Federcaccia attraverso il proprio Ufficio Studi e ricerche ha depositato memorie tecniche, richieste di riesame e modifica sostenute anche da una forte mobilitazione della comunità venatoria, in particolare della Costa Viola e dell’ambito metropolitano di Reggio Calabria.

Numerose assemblee pubbliche, molto partecipate, a Solano il 26 agosto e a Melia di Scilla il 23 ottobre 2025, hanno registrato l’intervento di istituzioni locali, sindaci, associazioni venatorie, associazioni agricole, associazioni culturali e numerosi portatori di interesse, tutti accomunati dalla richiesta rivolta alla Regione di rivedere l’assurdo differimento dell’apertura dell’attività venatoria al 1° novembre nella Costa Viola. Una decisione che avrebbe creato un ulteriore pregiudizio, anche per la biodiversità e non avrebbe consentito un corretto equilibrio nella gestione della fauna problematica.

Il più recente intervento della Regione, concretizzatosi con la deliberazione della Giunta, è stato preceduto negli ultimi mesi da un’intensa attività di confronto con tavoli e incontri fra le associazioni venatorie e i competenti Dipartimenti regionali. È doveroso in tal senso riconoscere e ringraziare l’impegno del consigliere regionale Mimmo Giannetta, capogruppo di Forza Italia, per l’importante attività svolta accanto alle associazioni venatorie e ai cacciatori, dell’assessore Gianluca Gallo e dell’assessore Antonio Montuoro, che hanno fornito precise indicazioni ai dipartimenti competenti, contribuendo a risolvere la questione con l’approvazione della Delibera dello scorso 16 giugno.

Lo stesso provvedimento ha inoltre risolto definitivamente l’assurdo divieto di caccia che la VINCA imponeva ogni anno in alcune Zone Speciali di Conservazione, nello specifico “Murge di Strongoli”, “Vallone S. Elia” e “Timpa Cassiano Belvedere”. Tali aree sono state definitivamente recuperate all’attività venatoria, seppur con apertura fissata al 1° ottobre. Si tratta comunque di un importante elemento di certezza, che libera i cacciatori dall’insicurezza che ogni anno rappresentava una vera e propria spada di Damocle sulla stagione venatoria.

L’intervento nel procedimento Vinca già lo scorso anno aveva inoltre consentito il recupero dell’attività venatoria in altre ZSC, superando gli assurdi pareri degli anni precedenti (Pinete di Montegiordano, Fiumara di Melito, Collina di Pentimele, Costa Viola e Monte S. Elia, Torrente Portello, Fosso Cavaliere, Fiumara Trionto, Monte Fuscaldo, Fiume Lese). Oggi la situazione è decisamente più chiara: una battaglia che il mondo venatorio ha condotto con determinazione e che ha prodotto risultati significativi. Questo rappresenta un primo punto fermo.

Il calendario venatorio approvato, ha recepito alcune delle richieste avanzate, altre però non sono state accolte. Alla Calabria continua infatti a essere negata la concessione delle deroghe e riteniamo questa situazione assolutamente inaccettabile.

Allo stesso modo, se da un lato alcuni provvedimenti contenuti nella VINCA hanno contribuito a risolvere parte delle criticità, dall’altro non possiamo ritenerci soddisfatti del permanere, nella maggior parte delle ZSC, dell’apertura della caccia al 1° ottobre, fatta eccezione per corvidi, colombaccio e cinghiale.

Le Associazioni venatorie continuano a ritenere che nelle ZSC l’attività venatoria possa svolgersi con una regolare preapertura e con l’apertura ordinaria prevista per la terza domenica di settembre. Lo ribadiamo ancora una volta: le ZSC non nascono per la tutela della fauna, bensì per la conservazione degli habitat, che rappresentano proprio l’elemento essenziale affinché la fauna possa vivere in condizioni ottimali di equilibrio ecosistemico.

Su questi temi si continuerà a intervenire. Possiamo definirci moderatamente soddisfatti: una parte dei problemi è stata risolta, ma molto resta ancora da fare e la nostra battaglia proseguirà nelle prossime settimane affinché la Regione completi un percorso che i cacciatori attendono da tempo, garantendo certezze sia sul calendario venatorio sia sul Piano Faunistico Venatorio Regionale, che rappresenta uno strumento fondamentale per assicurare stabilità, correttezza e una programmazione definitiva dell’attività venatoria in Calabria.

La caccia, infatti, non può essere considerata soltanto un’attività ricreativa, ma svolge un importante servizio ecosistemico e sanitario, in particolare nel contenimento delle specie problematiche, come il cinghiale, anche nell’ambito dell’applicazione del PRIU.

I cacciatori sono sempre stati in prima linea, pronti e disponibili a collaborare con le istituzioni, svolgendo un lavoro fondamentale per il territorio. Per questo meritano rispetto. Molte altre questioni devono ancora essere affrontate e auspichiamo che il confronto avviato nei mesi scorsi, che ha portato alla soluzione della vicenda della ZPS della Costa Viola e di parte della Rete Natura 2000, possa proseguire auspicando il medesimo impegno delle istituzioni regionali per garantire finalmente solidità e certezza al mondo venatorio, che ha dimostrato ancora una volta equilibrio, saggezza e pazienza. (Ufficio Stampa Federcaccia Calabria)