Nell’ambito del Piano regionale di interventi urgenti per la gestione, il controllo e l’eradicazione della peste suina africana (PRIU), domenica 28 gennaio, a Lagopesole, si è svolta la “Giornata del cacciatore”, un momento di confronto e di informazione per tutti gli interessati e, contestualmente, l’avvio delle attività di contenimento della specie sul territorio, che ha visto la partecipazione attiva di Federazione Italiana della Caccia e delle altre AA.VV. regionali.
Il luogo scelto per l’iniziativa non è casuale, dal momento che la foresta “Lagopesole”, ricadente in agro di Filiano e di Avigliano, è tra le “aree critiche” individuate dal Piano regionale e costituisce un luogo di rimessa e proliferazione del cinghiale.
L’Ufficio Politiche Ittiche e Venatorie, Gestione Fauna Selvatica, Agroambiente attestato alla Direzione Generale per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha individuato, sul territorio regionale di competenza, le aree più sensibili all’impatto causato dal cinghiale provvedendo alla costruzione della cartografia delle aree di rischio. In Basilicata la stima più aggiornata del numero dei cinghiali al momento a disposizione è pari a circa 88.600 unità. L’obiettivo, così come previsto da disposizioni ministeriali, è l’abbattimento dell’80 per cento dei capi per ridurre la popolazione a circa 17.720 capi.
Il Piano regionale prevede interventi di controllo/selezione che si dovranno realizzare tramite abbattimento da appostamento fisso o con il metodo della girata: la girata è costituita da operatori formati, in un numero adeguato, in possesso di idonea abilitazione e con cane abilitato.
La modalità di abbattimento prevede anche la forma collettiva in cui le squadre di selecontrollori, composte da un minimo di 15 cacciatori formati, dovranno agire nelle aree in cui insistono gli allevamenti suinicoli e ove è stata accertata la presenza di nuclei consistenti di cinghiali, previa comunicazione agli organi competenti.
“Prendiamo atto con soddisfazione dell’iniziativa e dell’impegno della Regione nei confronti di quello che rappresenta una criticità, e molto spesso un vero problema, per il territorio – ha commentato il presidente regionale di Federcaccia Basilicata Nicola Cerverizzo – Non posso che essere grato all’assessore alle Politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Basilicata, Alessandro Galella che ha pubblicamente riconosciuto la caccia come una grande risorsa a disposizione dei lucani e di tutti gli appassionati e condividere la posizione espressa dalla dirigente Emilia Piemontese sulla necessità di incrementare le attività di controllo della specie per evitare danni alle colture agricole e per contrastare l’allarme sociale derivante dalla presenza dei cinghiali nelle aree urbane e nei loro immediati dintorni”.


















