REGOLAMENTO PIOMBO. FEDERCACCIA COINVOLGE TUTTA LA SUA STRUTTURA

2

 

 

Organizzato quest’oggi da Federcaccia nazionale un seminario informativo e formativo rivolto ai dirigenti a tutti i livelli e all’intera struttura territoriale. Presenti CNCN e ANPAM. Il Presidente Buconi: “Il risultato ottenuto a Bruxelles non è quello che volevamo, ma l’allungamento della fase di transizione e l’esclusione di cartucce da carabina e palle slug è un risultato concreto. Le polemiche a posteriori non servono a nessuno. Ora occorre lavorare per tutelare i cacciatori”

 

Roma, 20 ottobre 2026 – Si è da poco concluso il seminario nazionale organizzato da Federazione Italiana della Caccia per fare il punto e delineare le linee di azione richieste dalla recente approvazione da parte del Parlamento europeo del Regolamento che stabilisce per le cartucce a pallini – sono escluse le cartucce da carabina e le palle slug – il passaggio entro sette anni dai caricamenti tradizionali in piombo a materiali alternativi, cosiddetti no toxic.

Federcaccia non ha perso tempo e a pochi giorni dalla decisione europea ha dedicato una giornata di lavoro destinata all’aggiornamento di tutta la sua struttura territoriale, a partire dai Presidenti a ogni livello – regionali, provinciali, comunali – ai dipendenti delle Sezioni e a chiunque in Federazione abbia per ruolo il compito di informare i cacciatori e quanti coinvolti dalla nuova normativa o debba vigilare e agire perché questa non venga applicata in modo scorretto o ingiustamente restrittivo.

A illustrare Regolamento, contesto e future linee di intervento, oltre al Presidente Nazionale Massimo Buconi, sono intervenuti Gian Luca Dall’Olio, Vicepresidente FACE e rappresentante delle AA.VV. italiane aderenti; Mauro Silvis, Direttore Generale di ANPAM – Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni Sportive e Civili, e Maurizio Zipponi, Presidente di CNCN – Comitato Nazionale Caccia e Natura, che hanno dato vita a una intensa sessione di lavoro portando la voce di chi insieme a Federcaccia ha seguito da vicino e fin dall’inizio l’intero percorso. Un modo concreto ed efficace per risolvere eventuali dubbi e interrogativi, nati anche all’indomani del voto da un clima agitato da prese di posizione e dichiarazioni più emotive che basate sui fatti. Sul tavolo anche una lunga serie di documenti tecnici e scientifici sulla questione piombo prodotti e raccolti negli anni dalla Federazione e dal suo Ufficio Studi e Ricerche, a concreta riprova dell’attenzione posta sul tema.

La decisione del Parlamento europeo sulle restrizioni all’impiego dei pallini di piombo ha suscitato amarezza, preoccupazione e reazioni anche molto dure nel mondo venatorio. Sono sentimenti comprensibili, ma è necessario che il confronto si sviluppi nel rispetto dei fatti.

“Federcaccia ha sempre espresso in ogni sede la propria contrarietà a un divieto generalizzato del piombo nelle munizioni da caccia, tema di cui si discute fin dagli anni Settanta, né ha mai sottovalutato le difficoltà che comporterà”, ha dichiarato il Presidente Buconi. “Occorre però valutare il contesto europeo e le alternative realmente disponibili. Sette anni di transizione non sono il risultato che avremmo voluto, ma rappresentano un risultato importante. Rimettere tutto in discussione avrebbe portato quasi certamente a una proposta ancora più penalizzante”.

Su questa valutazione si fonda la scelta di FACE, la Federazione delle Associazioni Venatorie europee, alla quale per l’Italia aderiscono oltre a FIdC anche ANLC, Enalcaccia e ANUUMigratoristi, di non sostenere l’obiezione dell’onorevole Pietro Fiocchi. A respingere l’obiezione è stato il Parlamento europeo, non FACE o le singole associazioni venatorie: l’8 ottobre i voti contrari sono stati 346, contro 166 favorevoli e 21 astensioni. Numeri che testimoniano le difficoltà di ottenere un esito diverso.

È anche necessario ricordare che la progressiva eliminazione del piombo ha interessato carburanti, vernici, materiali idraulici ed edili, elettronica e numerose applicazioni industriali, richiedendo costi economici e adeguamenti a milioni di cittadini in tutta Europa e nel mondo. Il provvedimento sulle munizioni si inserisce in questo quadro e non può essere ridotto a un attacco deliberato alla caccia, pur avendo conseguenze concrete per i cacciatori.

Federcaccia comprende soprattutto le preoccupazioni dei migratoristi e di chi utilizza fucili datati, magari ereditati e legati alla propria storia familiare. I sette anni di transizione devono servire a verificare la compatibilità delle armi, garantire la disponibilità di munizioni alternative adeguate ed economicamente sostenibili, oltre a individuare soluzioni che permettano, dove possibile e in sicurezza, di continuare a utilizzare i propri fucili. Non si può garantire che tutte le armi siano compatibili, ma è altrettanto sbagliato affermare che tutti i vecchi fucili diventeranno inutilizzabili.

Federcaccia continuerà a operare nelle sedi nazionali ed europee per tutelare gli interessi dei cacciatori nell’evoluzione del quadro normativo e si è già attivata presso le aziende di settore per ottenere le migliori condizioni possibili e impedire che la transizione comporti sacrifici ingiustificati per i cacciatori.

La delusione è legittima, la ricostruzione dei fatti è doverosa. La responsabilità di chi rappresenta i cacciatori è trasformare le difficoltà in azioni concrete, non alimentare divisioni che indeboliscono tutti. E come dimostrato dal tavolo di lavoro odierno Federcaccia si è già messa al lavoro senza perdersi in chiacchiere.

 

A questo link https://www.federcaccia.org/dossier-piombo/ è possibile trovare materiale di approfondimento sul tema, che verrà costantemente aggiornato.