ANPAM: APPROVATA LA PROPOSTA DI RESTRIZIONE UE SUI PALLINI DI PIOMBO DOPO CINQUE ANNI DI INTERLOCUZIONE CON L’INDUSTRIA E LE ASSOCIAZIONI DI SETTORE EUROPEE

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Come segnalato dalla nota stampa diffusa da AFEMS (Association of European Manufacturers of Sporting Ammunition), lo scorso 8 ottobre il Parlamento europeo ha approvato il testo finale relativo alla restrizione dell’utilizzo del piombo nei pallini destinati alla caccia e al tiro sportivo all’aperto.

L’industria ha seguito attivamente e con attenzione l’intero iter normativo, prima nell’ambito dei lavori dell’ECHA (RAC e SEAC) e poi presso il Comitato REACH, insieme a numerosi stakeholder, tra cui le rappresentanze europee del settore, comprese quelle dei cacciatori e dei distributori.

ANPAM (Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni sportive e civili) ritiene che, pur nella consapevolezza dell’impossibilità di respingere integralmente l’iniziativa regolatoria, il lavoro svolto dal settore abbia consentito di ottenere significativi miglioramenti rispetto alla proposta originaria.

“Il percorso, sebbene complesso, si è svolto all’insegna di un continuo ed intenso lavoro di interlocuzione tra le parti, che ha permesso di trasmettere alle istituzioni europee le criticità tecniche e operative proprie delle versioni iniziali della proposta. Tra i risultati più rilevanti dell’interlocuzione vi è l’esclusione totale del munizionamento metallico, delle slug e l’estensione del periodo transitorio da tre a sette anni, che consentirà all’intera filiera di affrontare il cambiamento con tempi più realistici e sostenibili.” – ha dichiarato Andrea Andreani, Presidente di ANPAM.

“L’attuazione della restrizione comporterà tuttavia importanti sfide tecniche e organizzative non solo per i produttori, ma per l’intera filiera, inclusi i gestori degli impianti di tiro, le armerie e gli utilizzatori finali.
In vista di questo complesso percorso di transizione tecnologica ed ecologica, però, ANPAM conferma fin d’ora il proprio impegno a mantenere un dialogo costante con i principali stakeholder nazionali, al fine di individuare e promuovere le iniziative necessarie a ridurre al minimo gli impatti sul comparto al termine del periodo transitorio di sette anni
”.

In tal modo sarà possibile aiutare il comparto distributivo, sportivo e venatorio a definire delle strategie necessarie a comprendere effettivamente i reali impatti sul settore evitando insensati allarmismi.