
In un comunicato ufficiale dell’A.N.L.C. Sicilia del 16 settembre 2026 l’Associazione ha fortemente criticato lo svolgimento della giornata dedicata alla “Formazione finalizzata al prelievo venatorio sostenibile della Lepre italica (Lepus corsicanus) in Sicilia”; attività che rientra nell’ ”Accordo attuativo 2026” sottoscritto tra:
– Regione Siciliana, Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale;
– Consiglio Regionale della Sicilia della F.I.d.C.;
– Ufficio Studi e Ricerche Faunistiche e Agro Ambientali della F.I.d.C. nazionale.
Tale Accordo di collaborazione, approvato con D.D.G. n. 3403 del 10/08/2026, è finalizzato a realizzare, ognuno per quanto di competenza, nell’annualità 2026, il Progetto “Buone Pratiche e Monitoraggi” – Gestione sostenibile della Fauna Selvatica Siciliana. Tra le attività previste è compresa la prosecuzione delle attività di formazione dei cacciatori/monitoratori di lepre italica (in atto continuativamente dal 2017, sia pure avviata nel contesto di un precedente Progetto, concluso nella stagione 2024/25) e di monitoraggio della specie sul campo.
Al fine di chiarire il contesto in cui si sono sviluppate queste attività negli anni, giova ricordare quanto segue:
- La Lepre italica è uno dei cinque mammiferi endemici italiani (ovvero nativi dell’Italia) ed è quindi di considerevole importanza per la biodiversità;
- Secondo i criteri IUCN, la specie è classificata come “Vulnerabile” secondo i criteri A2bcde (Randi e Riga, 2025);
- La condizione della popolazione siciliana della specie è migliore rispetto a quella delle popolazioni peninsulari, al punto che nella Penisola la Legge n. 157/92 ne vieta la caccia.
- Su richiesta dell’ex INFS (oggi ISPRA) fu emanato il D.P.C.M. 7 maggio 2003 (Gazz. Uff. 3 luglio 2003, n. 152) per riammettere la caccia alla lepre italica in Sicilia (dopo la riscoperta come specie distinta dalla lepre europea, Lepus europaeus, avvenuta nel 1996, che ne aveva determinato l’automatica esclusione dal novero delle specie cacciabili in tutta Italia), pur sulla base della strategia enunciata nel Piano d’azione nazionale del 2001, che prevede, tuttora, la necessità di realizzare preventive attività di monitoraggio per poter autorizzare un prelievo sostenibile. Lo stesso per quanto riguarda il vigente Piano Faunistico Venatorio 2013-2018.
- Dalla stagione 2007/08, a causa della difficoltà nel mettere in pratica le strategie previste nel Piano d’azione nazionale, l’ISPRA rilasciò pareri sfavorevoli ai calendari venatori riguardo alle previsioni sulla cacciabilità della specie, con conseguenti ricorsi al TAR delle Associazioni ambientaliste, fino alla stagione 2012-2013, tanto da indurre l’Amministrazione regionale a sospenderne la caccia.
- Nel 2017 la F.I.d.C. (nazionale e siciliana) presentò alla Regione un Progetto (reperibile al link: https://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_LaStrutturaRegionale/PIR_AssessoratoregionaledelleRisorseAgricoleeAlimentari/PIR_AzForesteDemaniali/PIR_Areetematiche/PIR_Altricontenuti/PIR_faunaven/PIR_PIR_faunaven_BASE/PIR_ProgettoLepreItalica/PROGETTO%20LEPRE%20ITALICA%20-%20Allegato%201%20-%20Progetto.pdf) finalizzato a superare tale impedimento, avviando gradualmente le attività di monitoraggio (inizialmente solo in 3 ATC e nel 2025 in 17 ATC su 18) e riaprendo così la caccia a questo selvatico in Sicilia, sia pure in forma sperimentale. Va ulteriormente precisato che il monitoraggio, essendo basato primariamente sull’attività volontaria di personale formato ma non professionale, è stato realizzato solo in determinati territori degli ATC e, di conseguenza, anche il prelievo venatorio si è potuto svolgere solo nei territori monitorati.
- Quest’ultimo aspetto spesso non viene considerato da coloro che vorrebbero fosse aperta la caccia alla lepre italica su interi ATC. La ragione per cui ancora si tengono gli eventi di formazione, quale quello criticato dall’ANLC Sicilia, è proprio per poter estendere progressivamente il monitoraggio a territori più ampi.
- Il Progetto avviato nel 2017 fu accolto positivamente anche dal Laboratorio di Zoologia applicata dell’Università di Palermo, con il quale fu stabilito un rapporto di collaborazione scientifica, e dallo stesso ISPRA.
- Dalla stagione 2025/26 la Regione Siciliana ha ritenuto di far propria l’esperienza maturata attraverso il Progetto promosso da F.I.d.C. e di prevedere in sede di Calendario venatorio il prelievo “solo ed unicamente nelle aree individuate ai fini dell’attuazione degli interventi di gestione attiva, secondo i criteri del Progetto “ Verso il prelievo venatorio sostenibile della Lepre italica (Lepus corsicanus) in Sicilia buone pratiche e azioni di monitoraggio”, da parte delle Ripartizioni Faunistico Venatorie che potranno avvalersi del personale formato e abilitato ad effettuare detti prelievi sperimentali”.
Quanto sopra sintetizzato è stato necessariamente esposto anche nel corso del recente evento formativo svolto presso la Ripartizione Faunistico Venatoria di Catania, così come sono stati doverosamente illustrati i risultati conseguiti in tutti questi anni.
Non comprendiamo, a questo punto come ANLC sia pervenuta a simili affermazioni su cose che non corrispondono al vero considerando anche che molti dei partecipanti al Corso si sono complimentati per la chiarezza dei relatori e la bontà del Corso.
Dall’altro lato chiediamo a ANLC Sicilia cosa significa “….che la regolamentazione del prelievo venga rivista attraverso l’adozione di piani di prelievo mirati, basati su monitoraggio scientifico e su quote sostenibili, ma aperti a tutti i cacciatori siciliani……e non limitati a una platea ristretta di soggetti selezionati caso per caso”.
Ci chiediamo, a questo punto se ANLC Sicilia abbia realmente capito come funziona da nove anni il prelievo sostenibile della Lepre Italica oppure abbia scritto tanto per scrivere e contestare perché l’iniziativa del Corso è di FEDERAZIONE ITALIANA DELLA CACCIA, per cui indigesto.
Forse l’ANLC Sicilia ritiene che non si dovesse nominare Federcaccia? Oppure l’Associazione ritiene che l’aver ricordato l’attività svolta da Federcaccia dal 2017 ad oggi possa costituire un’attività di proselitismo? L’aver riportato il logo di Federcaccia e della Regione nelle presentazioni utilizzate è peraltro legittimato dal citato Accordo di collaborazione.
In ogni caso, non risponde assolutamente al vero quanto scritto da ANLC Sicilia, che la comunicazione ha assunto “i toni di una vera e propria proposta commerciale”. I meriti daranno fastidio ad ANLC Sicilia, ma sono evidenti, numerosi ed espliciti nei risultati conseguiti. In tutti questi anni nessuno si è mai preoccupato di chiedere o capire se i cacciatori iscritti fossero di una determinata associazione, ci si è anzi preoccupati di fare in modo che l’accesso alla formazione fosse libera a tutti i cacciatori siciliani, tanto più che gli avvisi ufficiali, le attestazioni e le abilitazioni sono state gestite esclusivamente dalla Regione Siciliana.
Per chiudere invitiamo ANLC Sicilia, per il futuro, a non fare illazioni diffondendo notizie infondate con accuse velate molto pesanti.
Consiglio Regionale Federcaccia Sicilia

















