VILLAGGIO COLDIRETTI. LA CACCIA PRESENTE CON FONDAZIONE UNA

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Sono circa due milioni le presenze nei tre giorni del Villaggio Coldiretti al Circo Massimo a Roma, il più grande mai realizzato per sostenere l’agricoltura italiana, scesa in piazza alla vigilia della Giornata dell’Alimentazione per far conoscere i primati del Made in Italy. È questo il bilancio stimato dalla Coldiretti a conclusione della grande manifestazione andata in scena lo scorso finesettimana e che ha visto cinquecento stand tra mercati degli agricoltori, aree del gusto, street food, agriasili, animali della fattoria, orti, fattorie didattiche, agrichef, laboratori, nuove tecnologie e workshop, presso i quali è stato possibile degustare, apprendere, giocare e divertirsi al fianco di decine di migliaia di agricoltori in quella che si può ben definire una festa della ruralità-

Per la prima volta presente anche Fondazione UNA, di cui Federcaccia è una dei fondatori, che con degustazioni a base di salumi di selvaggina e il racconto dei progetti per la realizzazione della filiera delle carni selvatiche e a tutela della biodiversità ha portato i valori della caccia su un palcoscenico di tutto rispetto per incontrare e farsi conoscere da quella parte della società che dell’attività venatoria conosce poco e spesso in modo distorto.

Di seguito il Comunicato stampa rilasciato da Fondazione Una:

PIU’ DI 2 MILIONI DI VISITATORI AL VILLAGGIO DI COLDIRETTI AL CIRCO MASSIMO DI ROMA

E NOI DI FONDAZIONE UNA C’ERAVAMO.

Con grande piacere teniamo a condividere i risultati del lavoro svolto nel corso di quest’ultimo weekend, che ci ha visto tra i protagonisti del Villaggio Contadino di Coldiretti di Roma dal 13 al 15 ottobre: un evento grandioso, con oltre 500 stand e più di 2 milioni di visitatori. Prima di Roma nel 2023 sono stati istituiti Villaggi a Cosenza, Bari e San Benedetto del Tronto. Queste occasioni rappresentano un luogo d’incontro del mondo agricolo con operatori della filiera, istituzioni, associazioni e gente comune, con l’obiettivo di promuovere la biodiversità e la sostenibilità dell’agricoltura italiana e la qualità del Made in Italy agroalimentare.

Quest’anno, per la prima volta, tra i più di 500 stand presenti nella splendida cornice del Circo Massimo c’era anche quello di Fondazione UNA, attraverso cui abbiamo proposto assaggi di carne di selvaggina ai visitatori e ai professionisti del settore (tra cui macellai, ristoratori, albergatori, etc.), che hanno preso parte all’evento: qui, a tutti coloro che, incuriositi, si sono avvicinati per scoprire le prelibatezze offerte, abbiamo fatto scoprire un nuovo mondo, quello della selvaggina appunto, e parlato quindi di caccia in un modo diverso, lasciando gli avventori piacevolmente sorpresi dal gusto deciso e al contempo delicato di questa particolare carne e dai suoi valori nutrizionali superiori a quelli della carne tradizionale.

Quello di Roma è stato l’evento più grande mai realizzato per sostenere l’agricoltura italiana, con oltre 2 milioni di visitatori e addetti ai lavori. Per noi, essere presenti in tale contesto ha rappresentato un’occasione di avvicinarci e farci conoscere da un pubblico nuovo, diversificato e proveniente da ogni regione d’Italia, a ulteriore dimostrazione che alleanze come quella di UNA e AB, che hanno una base scientifica e un radicamento con il territorio e le realtà che lo circondano, sono un vero patrimonio per veicolare i valori e le migliori pratiche messe in atto dai cacciatori.

Dialogando con i visitatori del Villaggio, inoltre, siamo rimasti piacevolmente colpiti da una consapevolezza: quella legata al fatto che, finalmente, la figura del cacciatore non è più vista come contrapposta a quella dell’agricoltore. Per la prima volta, al contrario, abbiamo potuto toccare con mano come il muro dell’ostilità che da più di trent’anni circonda e isola i cacciatori sia stato sfondato, lasciando spazio al dialogo costruttivo e all’interesse delle persone verso il nostro mondo.

La nostra presenza a Villaggio Coldiretti, così come quella a Futura Expo di Brescia, ha segnato una nuova ulteriore tappa in un percorso iniziato ormai da tempo per legittimare l’attività venatoria: un cammino lungo, ma costellato di importanti conquiste, nuovi traguardi e obiettivi sempre più ambiziosi. Questo ci conferma la necessità di continuare a dialogare con mondi nuovi, per essere orgogliosi portatori di messaggi positivi della caccia e del cacciatore come paladino del territorio, uscire dall’isolamento ed essere finalmente riconosciuti nel panorama nazionale come attori impegnati in prima linea per la sostenibilità ambientale.