PREVENZIONE SULLA PSA: IL RUOLO DELLA VIGILANZA VENATORIA VOLONTARIA

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Si è svolto a Firenze un importante incontro rivolto alle Guardie Giurate Venatorie Volontarie, incentrato sull’aggiornamento relativo all’andamento della Peste Suina Africana (PSA) e sui risvolti operativi riguardanti anche il settore della vigilanza.

 Il mondo del volontariato di cui fanno parte anche i cacciatori e più in particolare della vigilanza, rappresentano sicuramente un valore collettivo di cui purtroppo si parla poco.

L’incontro si è articolato con la partecipazione in presenza, nel rispetto delle normative anti-covid 19, di una delegazione di GGVV, alla quale si sono aggiunte in modalità di videoconferenza, molti altri operatori collegati dalle varie sedi provinciali della Toscana.

I lavori, sono stati aperti da Marco Salvadori, presidente Federcaccia Toscana.

Nella sua introduzione, Salvadori è entrato subito nel merito della problematica legata all’andamento della PSA ed agli sforzi messi in campo in questi ultimi mesi, per fronteggiare e monitorare il fenomeno.

La PSA infatti, rappresenta una minaccia concreta su cui non possiamo abbassare la guardia per le possibili ricadute che si verrebbero a creare sia per l’economia che per il comparto venatorio. I cacciatori e le nostre Guardie Venatorie Volontarie, non intendono certo rimanere “passivi” davanti ad un pericolo concreto e reale che non deve essere sottovalutato. La vigilanza, sicuramente può dare un contributo qualificato in tal senso. Un patrimonio di volontariato che però deve essere valorizzato dalle istituzioni. Per questo Salvadori ha voluto anche rappresentare il lavoro puntuale messo in campo dall’associazione e dalla struttura regionale, per l’ottenimento di alcune necessarie modifiche al testo di Convenzione e sulle modalità operative di svolgimento dei servizi, recentemente approvato dalla Giunta Regionale della Toscana.

Il dott. Alessio Capecci (settore Prevenzione collettiva della Regione Toscana) ha presentato alle GGVV un aggiornamento sulla problematica e sulle necessarie azioni di carattere preventivo, che si dovranno attuare anche attraverso il coordinamento degli ATC e altre autorità preposte, a seguito del DL 17/02/22 convertito in Legge lo scorso 7 Aprile.

La Regione Toscana non si è fatta trovare impreparata sotto l’aspetto della prevenzione. Sin dal 2019 sono state realizzate numerose attività informative ed un tenace lavoro sia in sede Ministeriale che nel confronto con le altre regioni, a rappresentare una ferma volontà di favorire un fronte comune per la gestione della problematica.

Ad oggi, l’epidemia presenta una lenta espansione dai focolai già riscontrati nelle Regioni Liguria e Piemonte. I casi accertati sono 96. Le disposizioni normative emanate dai Ministeri competenti e le indicazioni della EU TEAM EUVET prevedono la costruzione di una doppia barriera fisica (recinzione) a ridosso delle autostrade A 26 e A7. Ciò per realizzare entro giugno 2022 una zona cuscinetto finalizzata ad interrompere il movimento delle popolazioni di cinghiale e l’eventuale contaminazione tra individui della specie. Purtroppo, nonostante i fondi stanziati, ad oggi su queste fondamentali opere di prevenzione, si registrano ritardi da parte degli Enti competenti aumentando così il rischio di diffusione della PSA nei territori limitrofi.

In Toscana sono state attivate le varie ordinanze tese al rafforzamento della sorveglianza sulla Provincia di Massa e Carrara incluse le attività di monitoraggio a cui hanno partecipato oltre 500 cacciatori volontari. Sull’intero territorio regionale è partita la macchina della prevenzione. Il ruolo del mondo venatorio e della vigilanza e degli ATC, assume già oggi un valore fondamentale sia per la qualità degli operatori che per la quantità e capillarità rappresentata nel territorio regionale.

Il nuovo PRIU (Piano Regionale di Interventi Urgenti) prevede due macro obiettivi: Il monitoraggio passivo e il recupero e smaltimento delle carcasse, interessando l’intero territorio agro-silvo-pastorale.

Infine Capecci è passato ad illustrare alle GGVV, le principali misure sanitarie da ottemperare per l’eventuale attività di campionamento, le procedure da applicare sulla biosicurezza e l’organizzazione delle battute di ricerca delle carcasse. Anche la futura stagione venatoria per merito delle stesse squadre della caccia al cinghiale in battuta, contribuirà al raggiungimento degli obiettivi.

Ad oggi, nella nostra regione, sono stati campionati n°164 cinghiali ma l’obiettivo è quello di raggiungere numeri molto più alti.

L’aiuto dei cacciatori e delle GGVV risulterà pertanto prezioso per contribuire alla costruzione di una “rete” di allerta rapida per trovare più carcasse possibili e dimostrare che l’area è indenne o nel peggiore dei casi, per intercettare prima possibile eventuali incursioni virali.

Nel ringraziare gli organizzatori dell’iniziativa segno di sensibilità e attenzione ai problemi, Capecci ha concluso con due richiami efficaci che vogliamo ricordare:

La PSA è un pericolo per la caccia in tutte le sue forme e la non collaborazione aiuta il virus.