PESTE SUINA: CIA PIEMONTE, SERVONO INTERVENTI IMMEDIATI SU FAUNA SELVATICA

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“Teniamo tutti insieme accesi i riflettori sull’emergenza della peste suina africana, per evitare che il peso nazionale di questo problema venga scaricato su Comuni e Regioni. Gli agricoltori non chiedono assistenzialismo, ma solo di lavorare in sicurezza e senza subire danni che mettono a rischio le loro aziende. Da anni Cia-Agricoltori italiani si batte con determinazione in tutte le sedi per la riforma radicale della Legge 157 del 1992 sulla fauna selvatica. Una normativa troppo datata per riuscire ad affrontare un problema ormai fuori controllo, che negli ultimi quattro anni ha causato almeno 200 milioni di euro di danni all’agricoltura, oltre a centinaia di incidenti stradali, fino a portare il contagio della peste suina sul territorio. Ora non c’è più tempo da perdere, chiediamo che il numero dei cinghiali venga contenuto al più presto entro limiti sostenibili e che le misure per contrastare la diffusione della peste suina siano applicate con la massima urgenza, garantendo il rimborso rapido, senza vincoli e burocrazia, del 100 per cento dei danni subiti dagli agricoltori”.

Così il presidente regionale di Cia-Agricoltori Italiani del Piemonte, Gabriele Carenini, a commento della manifestazione organizzata da Cia nazionale a Rossiglione (Genova) per fare il punto sull’emergenza della peste suina in Piemonte e Liguria.

All’iniziativa, presieduta dal presidente nazionale di Cia-Agricoltori italiani, Dino Scanavino, hanno partecipato centinaia di agricoltori, insieme a una quarantina di sindaci, numerosi assessori e consiglieri regionali, tra i quali gli assessori regionali del Piemonte, Luigi Icardi (Sanità) e Marco Protopapa (Agricoltura), parlamentari e rappresentanti istituzionali del territorio. (Fonte CIA)