MONITORAGGIO NAZIONALE DEL LUPO: INCONTRI SU SCALA REGIONALE

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Cosa significa organizzare un monitoraggio nazionale? Tessere rapporti, fare riunioni, armonizzare le diverse parti, informare costantemente gli attori messi in gioco, condividere una visione per il futuro del progetto. Ieri le coordinatrici ISPRA del monitoraggio nazionale del lupo hanno incontrato la rete di supporto alla raccolta dei dati della regione Marche. Erano presenti i Carabinieri Forestali, il Parco Regionale delle Gole della Rossa e di Frasassi, la Regione, il Parco Nazionale dei monti Sibillini e i tecnici Federparchi incaricati da ISPRA per coordinare la raccolta campioni. Nelle Marche sono stati percorsi circa 4600 km nel periodo tra ottobre 2020 e aprile 2021 e sono stati raccolti circa 900 segni di presenza. Tantissime le difficoltà incontrate in questi mesi, dovute alla sospensione del tempo pandemico. Ma nonostante ciò i risultati delle analisi genetiche relative ai campioni del primo trimestre sono molto incoraggianti, in linea con quello richiesto dall’analisi statistica preliminare per ottenere un dato finale robusto.

La ricaduta sui territori interessati, quindi sui cittadini, avverrà nei prossimi mesi con il database con le informazioni raccolte sul lupo consegnati agli enti locali, le indicazioni espresse in linee guida da mantenere nelle attività che continueranno anche al di fuori del monitoraggio nazionale, gli elenchi dei volontari formati, le tracce dei transetti che potranno essere riutilizzati e l’app gaia observer che continuerà a funzionare fino a ottobre 2022 permettendo di estendere la raccolta dati. I risultati a livello nazionale arriveranno una volta ultimate le analisi genetiche e statistiche e saranno disponibili a fine febbraio 2022. Ma c’è un’azione immateriale che da queste riunioni inizia ad emergere con evidenza: la creazione di una rete di relazioni tra tutti i soggetti coinvolti. Il dispiegamento corale di tante energie eterogenee è stata una scommessa: dalle università ai parchi, dagli enti locali ai numerosi volontari, dai carabinieri forestali alle tante associazioni. Il clima e l’interesse che si respira in queste riunioni fa ben sperare che la sostenibilità della rete e le ricadute sul territorio di questa esperienza possano continuare a dispiegarsi nei mesi a venire. (Fonte ISPRA)

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