MONDO VENATORIO: LETTERA AL PRESIDENTE MATTARELLA, PROSEGUE L’AZIONE DELLE ASSOCIAZIONI A TUTELA DELLA DIGNITÀ E DEL PLURALISMO

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Dopo l’iniziativa rivolta al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la Cabina di Regia del mondo venatorio italiano si rivolge al Capo dello Stato per richiamare l’attenzione sul clima di delegittimazione che investe il mondo venatorio e più in generale l’Italia rurale

La Cabina di Regia del mondo venatorio italiano (composta da Federcaccia, Enalcaccia, ANLC, ANUUMigratoristi, Arcicaccia e Italcaccia, e dal CNCN – Comitato Nazionale Caccia e Natura) ha inviato una lettera al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per sottoporre alla Sua attenzione alcune riflessioni sul dibattito sviluppatosi attorno alle proposte di aggiornamento della legge n. 157 del 1992.

L’iniziativa si inserisce nel percorso istituzionale avviato nelle scorse settimane dalle organizzazioni venatorie, che aveva già visto l’invio di una analoga comunicazione al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione delle istituzioni su un confronto che, nel tempo, ha progressivamente assunto caratteri che travalicano il normale dibattito democratico.

Nella lettera indirizzata al Capo dello Stato, le associazioni evidenziano come il confronto sulla riforma della normativa venatoria sia stato accompagnato dalla diffusione di ricostruzioni inesatte, messaggi fortemente emotivi e vere e proprie fake news, trasformando il dibattito legislativo in una più ampia campagna di delegittimazione dell’attività venatoria e di quanti vivono, lavorano e presidiano quotidianamente il territorio rurale.

Secondo i firmatari, dietro l’opposizione alle modifiche della legge emerge un più ampio tentativo di affermare una concezione esclusivamente contemplativa del rapporto tra uomo e ambiente, nella quale vengono progressivamente negate la funzione gestionale, produttiva e culturale delle attività che caratterizzano il mondo rurale. Una contrapposizione che rischia di alimentare una crescente distanza tra la visione urbana e quella della campagna, marginalizzando una parte importante della società italiana.

La lettera richiama inoltre l’attenzione sul clima di ostilità che si è sviluppato nei confronti dei cacciatori, spesso rappresentati come una minoranza priva di legittimazione sociale solo in ragione della propria consistenza numerica, ricordando invece come il mondo venatorio sia parte integrante della più ampia comunità delle aree interne e rurali, composta da agricoltori, allevatori e da tutti coloro che operano nella gestione concreta del territorio.

Per queste ragioni, la Cabina di Regia chiede al Presidente della Repubblica un autorevole richiamo ai principi del rispetto reciproco, del pluralismo e della piena dignità di ogni componente della società italiana, oltre a una rinnovata attenzione al principio del contraddittorio nell’informazione, in particolare nel servizio pubblico radiotelevisivo.

Con questa ulteriore iniziativa, le associazioni firmatarie confermano la volontà di proseguire un confronto esclusivamente sul piano istituzionale, mantenendo alta l’attenzione sulle questioni che riguardano il futuro dell’attività venatoria, la gestione della fauna selvatica e il riconoscimento del ruolo svolto dal mondo rurale nella tutela e nella conservazione del territorio.”