LIGURIA. PSA, LE DECISIONI DEL CONSIGLIO REGIONALE

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Nella seduta del 18 gennaio il Consiglio regionale della Liguria  ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i gruppi, che impegna la giunta a sollecitare il Governo a prevedere ristori per le aziende zootecniche, agricole, forestali e turistiche danneggiate dalla Peste suina africana; a contenere la diffusione del virus; a potenziare le strutture di sanità animale, di igiene degli allevamenti e il servizio di vigilanza e fitosanitario regionale. Il documento, infine, impegna la giunta a organizzare una campagna di informazione sulla Peste suina Africana e a valutare se avvalersi di volontari messi a disposizione dalle associazioni anche venatorie alla luce della loro conoscenza del territorio.

Durante i lavori della mattina il presidente della giunta Giovanni Toti ha illustrato la situazione in Liguria relativamente alla peste suina e sulle iniziative che saranno assunte dalla giunta in stretto raccordo con i ministeri della Sanità e dell’agricoltura. Toti ha ricordato che dopo una prima carcassa di cinghiale trovata nei giorni scorsi, sono state recuperate altre 8 carcasse di cui 5 in Piemonte e 3 in Liguria all’interno delle aree di contenimento. Il presidente ha spiegato che le recenti restrizioni sono state adottate dal Governo per evitare che l’Unione Europea faccia scattare misure restrittive sull’export della carne suina italiana. “Avremo maggiore visibilità di quello che sta accadendo fra 3 settimane quando l’Istituto zooprofilattico fornirà una relazione sui canali di espansione del virus e di emigrazione della fauna selvatica nelle aree prese in esame”. Toti ha annunciato: “Gli uffici del vicepresidente Piana con lo Zooprofilattico,  ANCI e il Servizio Veterinario di Alisa stanno predisponendo un’ordinanza che, salvo un rapido confronto con il Governo, intenderei adottare già nelle ore di domani, sarà un’ordinanza – ha detto  – di tipo esplicativo perché, nella fretta e utilizzando quello che si definisce il principio di massima precauzione in questi casi, è stata emessa un’ordinanza governativa molto ampia e talvolta di difficile intelligibilità da parte del singolo cittadino sui doveri e i diritti sui territori nel perimetro dell’ordinanza”.  Il presidente ha aggiunto: “Immagino, poi, che il Tavolo di monitoraggio alla fine delle analisi produrrà un’ulteriore ordinanza con i caratteri definitivi che ci trascineremo almeno per alcuni mesi”.

Sempre nella giornata del 18 gennaio, è stato emesso un Decreto con il quale si autorizza personale segnalato dagli AATTCC per la ricerca attiva delle carcasse di cinghiali nella zona interessata dall’infezione di Peste Suina Africana.

Il decreto stabilisce:

  1. di autorizzare, nelle more dell’adozione della prevista ordinanza del Presidente, il personale individuato dagli AATTCC, ad accedere e a transitare per l’areale interessato dai divieti nelle zone di rispettiva pertinenza di ciascun ATC, nell’ambito delle attività di ricerca delle carcasse, coordinate dall’Unità di crisi regionale;
  2. di dare atto che i volontari autorizzati potranno muoversi in gruppi di ricerca costituiti da un massimo di 4 persone non armate, senza l’ausilio di cani, (salvo eventuali limitate deroghe, nel caso di cani specificamente addestrati), operando in stretto raccordo con il Nucleo regionale di vigilanza faunistico-ambientale, adottando ogni precauzione utile per evitare di favorire la dispersione della fauna potenzialmente infetta, nonché applicando le misure di biosicurezza prescritte dall’unità di crisi;
  3. di approvare l’allegato elenco di nominativi segnalati, dando atto che lo stesso potrà essere successivamente aggiornato e integrato alla luce dell’evoluzione della situazione.