IL PARCO D’ABRUZZO E LE PREDAZIONI LUPO-CANE

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Riceviamo e pubblichiamo

Il Parco Nazionale d’Abruzzo ha ritenuto doveroso spiegare il perché della “strage” di cani predati dai lupi tra i Comuni di Pescasseroli ed Opi in questi mesi invernali, ovviamente cercando di trasformare l’anomala predazione in un fatto quasi normale e giustificato, quando non è né normale né giustificabile. Non è normale perché il lupo in un Parco tra i più ricchi di selvaggina avrebbero dovuto predare la selvaggina, così come i “sacri” testi su cui si formano tanti naturalisti di città dicono, abbiano invece preferito predare cani. Un fatto mai verificatosi in tale quantità nella storia del Parco Nazionale d’Abruzzo: e questo fatto dovrebbe far riflettere. Eppure anche gli “esperti” quest’irrazionalità non l’hanno saputa spiegare (o hanno taciuto)! Non è giustificabile perché, appunto, è segno di una eccessiva presenza di lupi, e questo andava accettato e criticato, non già giustificato. Perché anche in un Parco Nazionale, che poi è sempre un’isola nel contesto generale, quando una specie cresce in modo eccessivo, va o andrebbe riportata in equilibrio da parte dell’uomo gestore. E poi, non è strano l’omissione sul fatto che se i lupi hanno predato così tanti cani, dovrebbe essere segno di un ENORME rischio per la cucciolate di orso marsicano che, si spera, nasceranno e lasceranno le loro tane all’inizio della prossima estate? Eppure sono anni che lo si dice, senza che mai qualcuno lo abbia confutato! Ma non solo: pare che in Romania questi fatti siano anche stati documentati. D’altronde, è la logica che ce lo dice. E se serve una prova, è solo per darle una conferma inconfutabile. Una delle tante scoperte dell’acqua calda che spesso fanno tanti studiosi senza senso pratico! Una seria gestione della fauna non dovrebbe mai evitare di toccare argomenti tabù! Anzi, non dovrebbero esistere argomenti tabù; perché sono segno di timore per la verità e, conseguentemente, di cattiva gestione! (Fonte COMUNICAZIONI PERIODICHE WILDERNESS ITALIA)