FIDC LOMBARDIA. IN ATTESA DELLA SENTENZA DEL TAR MILANO SUL RICORSO ANIMALISTA

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Si attende la sentenza del TAR Milano sul calendario della Lombardia. Dalla discussione in aula non sono emerse – ovviamente – possibili anticipazioni. Tutte le parti avevano ampiamente scritto nelle memorie e, come da prassi, in fase di discussione ci si deve soffermare su eventuali nuove osservazioni.

E la LAC lungi dall’affrontare i temi dei Key Concept e dei dati e delle motivazioni fornite dalla Regione per discostarsi da ISPRA, ha preferito trattare ancora della siccità, prendendo spunto da un articolo di giornale (di Pavia) in cui si citava la siccità di quest’anno quale causa della carenza di lepri.

Senonché le previsioni meteo non possono essere materia di calendario a giugno, o addirittura prima.

Nelle nostre memorie difensive avevamo ampiamente trattato i temi fondamentali: dal fatto che la LAC nemmeno avesse impugnato il calendario approvato con Delibera Regionale al fatto che la Regione avesse ampiamente motivato gli scostamenti dal parere ISPRA, passando per i passaggi del parere che sono sprovvisti di ogni fondamento tecnico e scientifico e i limiti entro cui il parere deve essere reso e tenuto in considerazione.

E ancora ricordando come i periodi di caccia delle aperture fossero perfettamente conformi ai Key Concept così come in realtà lo sono quelli delle chiusure anche alla luce degli stessi dati ufficiali a cui ISPRA dovrebbe rifarsi. Oltre a tecnicismi giuridici di particolare importanza: il TAR infatti a settembre nel posticipare l’apertura della caccia aveva sospeso un provvedimento che la LAC nemmeno ha impugnato!

Ai Giudici attraverso gli scritti e i documenti sono stati forniti tutti gli elementi per decidere con obiettività: dobbiamo solo sperare che non si lascino attrarre dalle versioni animaliste che ancor oggi in aula nulla hanno detto, salvo descrivere i cacciatori come una categoria concentrata solo ad abbattere più animali di quelli esistenti e incolpandoli della presenza nelle città dei cinghiali, descritti come povere bestie costrette a fuggire dai boschi per sottrarsi ai cacciatori.

Alla luce delle ultime decisioni in materia di caccia non possiamo essere ottimisti, ma siamo convinti delle nostre idee e le difenderemo sino alla fine, auspicando che anche la Regione nella prossima stagione vorrà attenersi almeno in partenza ai periodi dell’art. 18 della legge 157/92, senza cedere sin dagli atti preparatori. (Federcaccia Lombardia)