FIDC  LOMBARDIA APPROVATA DAL CONSIGLIO REGIONALE LA NUOVA NORMATIVA SULL’INANELLAMENTO DEI RICHIAMI VIVI

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Ieri il Consiglio Regionale ha approvato il nuovo testo di legge sugli anellini indentificativi per i richiami utilizzabili a caccia.

Sicuramente un primo importante passo per arrivare ad una regolamentazione univoca e che dia maggiori certezze sull’utilizzo dei richiami.

Un plauso va dunque ai Consiglieri Regionali che hanno sottoscritto la proposta presentata da Bravo, in primis a Massardi e allo stesso Bravo, rispettivamente Presidente e Vicepresidente della Commissione VIII, e che hanno ottenuto un risultato non certo scontato, convincendo i colleghi a non farsi distrarre dai peana animalisti.

Si tratta però solo del primo tassello: è infatti ancora da definire la portata sostanziale delle modifiche, che dovranno essere attuate mediante una Delibera di Giunta, che dovrà certamente fare i conti con l’ISPRA e, con grande probabilità, con il TAR. La norma di per sè è di portata generale e non pare presentare rilievi di illegittimità, ma la sua applicazione concreta dovrà essere rispettosa dell’intero ordinamento, altrimenti sarà un’applicazione illegittima.

Ora vedremo i risvolti applicativi, che tra delibere, pareri, bandi di fornitura e possibili ricorsi, difficilmente vedremo in concreto prima del 2024, eccezion fatta per la norma sulle tolleranze delle misure degli anellini (di applicazione immediata anche ai contrassegni FOI e AMOV), che comunque presuppone che l’anello non sia stato alterato, e della norma sull’uso dei richiami con fenotipo mutato (che saranno utilizzabili anche senza contrassegno).

La novità di maggior rilievo è che viene introdotto un anello interamente chiuso o richiudibile anche di materiale plastico (ma in tal caso con linguetta – fermo – di metallo), distribuito dalla Regione: a tutti gli effetti i richiami dunque dovranno essere muniti di un vero e proprio “pubblico sigillo”, con le responsabilità penali del caso.

Invero sono molti i cacciatori che usano per i loro richiami allevati gli anellini in duralluminio o acciaio di AMOV e FOI e si ritiene che tale tipologia di anello dia già ampie garanzie e certezze sulla provenienza lecita del richiamo: questi preferirebbero che l’apposizione di un ulteriore anello o fascetta sia solo facoltativa o necessaria solo per i richiami provvisti di vecchie tipologie di anello, ad oggi ritenute non più probanti con la dovuta certezza della provenienza dei richiami.

Per il caso dei richiami adulti già inanellati l’uso di un anello richiudibile attorno al tarso per apporre il sigillo regionale è del resto scelta obbligata, ma dovranno essere stabilite le modalità concrete di distribuzione e applicazione. E sarà un sigillo aggiuntivo o sostitutivo? Di certo rimuovere gli anelli in duralluminio o acciaio non sarebbe semplice, e spesso potrebbe anche essere pericoloso per il tarso del richiamo.

Sarà possibile inoltre chiedere la sostituzione degli anelli che si stiano incarnendo nei tarsi dei richiami, o che stiano provocando lesioni alle zampe.

È previsto anche che i richiami con fenotipo mutato possano essere utilizzati addirittura senza contrassegni (anche questa previsione è di immediata applicazione): pare però preferibile e consigliabile poter sempre dimostrare la provenienza del richiamo mediante l’anellino dell’allevatore.

In ogni caso la previsione in legge dell’uso di richiami con fenotipo mutato mette finalmente al riparo da certe idiozie di taluni addetti al controllo, che nella passata stagione hanno sequestrato richiami mutati, certamente provenienti da allevamento, muniti di regolare anellino, classificandoli come “uccelli ornamentali” non appartenenti alla specie corrispondente (come dire che una persona affetta da albinismo non è appartenente al genere umano).

Ora non rimane che attendere i risvolti applicativi concreti, confidando che possano essere esentati dall’apposizione di ulteriori sigilli i richiami già oggi muniti di anellino in duralluminio o acciaio delle associazioni ornitologiche (in primis FOI e AMOV), ai quali potrebbe essere riconosciuto il valore di “anellino regionale”.

Ma più di tutte una domanda ci attanaglia: come avrà votato Vittorio Feltri?