FACE. GESTIONE E CONSERVAZIONE DEI GRANDI CARNIVORI IN EUROPA: SERVONO SOLUZIONI REALISTICHE

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Lo scorso 27 settembre i responsabili delle associazioni venatorie nazionali europee provenienti da oltre 30 Paesi si sono riuniti a Praga per discutere degli ultimi sviluppi in materia di grandi carnivori in Europa. L’attenzione si è concentrata sulla recente consultazione e comunicazione della Commissione europea, che riconosce l’aumento dei conflitti ed esorta le autorità locali ad applicare le deroghe esistenti alla rigorosa normativa di protezione: “Il ritorno del lupo nelle regioni dell’UE in cui è stato assente per lungo tempo sta portando sempre più spesso a conflitti con le comunità agricole e venatorie locali, soprattutto laddove le misure per prevenire gli attacchi al bestiame non sono ampiamente applicate“.

I cacciatori sono attori chiave nella conservazione e nella gestione dei grandi carnivori. Durante la conferenza, i partecipanti hanno discusso diversi esempi di successo nella conservazione dei grandi carnivori, con i cacciatori attivamente impegnati nella conservazione, nel monitoraggio e nella gestione. Tuttavia, l’aumento di alcune popolazioni di queste specie può portare a un aumento dei conflitti, spesso aggravati dalla reazione illogica di aumentare il livello di protezione piuttosto che migliorare le misure di gestione per una migliore coesistenza.

Nell’affrontare le sfide della conservazione dei grandi carnivori, è fondamentale considerare l’impatto sui mezzi di sussistenza e sulle comunità locali, soprattutto quando esistono sistemi di gestione inadeguati. Lo scenario peggiore è quello in cui le comunità locali sono lasciate sole a occuparsi direttamente dei carnivori. Le strategie di conservazione e gestione devono quindi essere inclusive, tenendo conto delle esigenze e delle prospettive delle popolazioni locali.

La Commissione europea ha dichiarato in diverse occasioni che gli Stati membri dovrebbero sfruttare la flessibilità della Direttiva Habitat, anche recentemente per affrontare la concentrazione di branchi di lupi in alcune regioni europee, il pericolo per il bestiame e potenzialmente anche per gli esseri umani. Purtroppo, la revisione del documento di orientamento della CE sulla protezione rigorosa è più restrittiva della versione precedente. Manca anche un diffuso riconoscimento della compatibilità della gestione con la conservazione a lungo termine della specie.

La comunità venatoria si aspetta che la Commissione allinei le linee guida CE alle sue più recenti dichiarazioni sul lupo.

La conferenza ha ascoltato una serie di presentazioni provenienti da Svezia, Romania, Lettonia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Germania, Croazia e Slovenia. Queste sono state supportate da diversi interventi di membri FACE di altri Paesi europei.

Concludendo la conferenza, Torbjörn Larsson, presidente della FACE, ha accolto con favore l’annuncio della Commissione europea di esaminare una proposta per modificare, ove opportuno, lo status di protezione del lupo e introdurre ulteriore flessibilità nel quadro giuridico. “È giunto il momento di agire concretamente per garantire la conservazione e la gestione del lupo e di altre specie di grandi carnivori insieme alle comunità rurali europee” ha concluso Larsson.