EMILIA ROMAGNA. EVANGELISTI (FDI): “PERCHÉ È STATA ANTICIPATA LA CHIUSURA DEL CALENDARIO VENATORIO?”

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Il Consiglio di Stato aveva sospeso l’efficacia del calendario per la caccia ad alcune specie migratrici, rinviando gli atti al Tar, “ma la giunta non ha atteso la nuova udienza e ha modificato di nuovo le date”

La Regione spieghi “quali siano i motivi per cui è stata anticipata la chiusura del calendario venatorio relativamente ad alcune specie”.

È la richiesta contenuta in un’interrogazione di Marta Evangelisti, capogruppo di Fratelli d’Italia. La consigliera vuole anche conoscere gli intendimenti della giunta “in particolare sul calendario faunistico-venatorio e in senso più generale sul ruolo di pubblica utilità dei cacciatori e del rapporto tra associazioni venatorie e ambientaliste”. Infine, la capogruppo Fdi chiede se e come la Regione “intenda in qualche modo risarcire le associazioni venatorie e i cacciatori per la chiusura inaspettata e anticipata del calendario al 31/12/2022”.

La decisione della chiusura anticipata, scrive Evangelisti, “danneggia notevolmente le associazioni di caccia e i cacciatori che avevano già provveduto al pagamento di quanto dovuto e, invece, sono stati privati del tutto arbitrariamente di un mese di caccia”.

Le associazioni di cacciatori erano ricorse al Tar contro la delibera della Regione affermando che mancava la Vinca (Valutazione di incidenza ambientale), la conformazione al parare Ispra per le date di chiusura della stagione venatoria di alcune specie di uccelli migratori e contro la concessione di due giornate aggiuntive a settimana, da lunedì 3 ottobre a mercoledì 30 novembre, per la caccia alla migratoria, da appostamento fisso o temporaneo. Il Tar aveva respinto il ricorso e i cacciatori si erano appellati al Consiglio di Stato che ha ritenuto superflua la Vinca, ma, “rispetto alle date di chiusura della stagione venatoria per le specie migratorie e alle due giornate aggiuntive per la caccia alla migratoria da appostamento fisso o temporaneo nel periodo 3 ottobre – 30 novembre 2022, ha imposto la sospensione del Calendario Venatorio nei limiti in cui la Regione Emilia-Romagna si discosta dal parere ISPRA”. Il Consiglio di Stato ha trasmesso gli atti al Tar chiedendo di fissare una nuova udienza.

La giunta, ha concluso Marta Evangelisti, ha modificato di nuovo l’atto, eliminando “l’ultimo mese di caccia ai turdidi e alla beccaccia fissata dalla Regione al 19 gennaio 2023 e quella a tutti gli uccelli acquatici senza attendere l’udienza della seconda sezione del Tar dell’Emilia Romagna”. (Fonte Gianfranco Salvatori-Cronaca Bianca E-R)