DIRITTI UMANI E AMBIENTALISMO

333

Survival International comunica di avere ottenuto, con l’aiuto di quanti sostengono questa benemerita associazione che difende i popoli tribali, tre eccezionali vittorie. Eccole: «in Kenya la Corte Africana per i Diritti dell’Uomo e dei Popoli ha stabilito che il governo deve riconoscere il diritto della proprietà collettiva agli Ogiek della foresta di Mau, affinché possano “usare e godere” della loro terra. In America la Camera del Congresso USA ha approvato un progetto di legge storico che impedirà alla più importante agenzia governativa per la conservazione di finanziare progetti (spesso gestiti dal WWF o dalla WCS) se si verificano violazioni dei diritti umani. Se approvata definitivamente dal Senato, sarà la prima legge di questo tipo al mondo. In Francia, il governo ha sospeso il proposito di finanziare il Parco Nazionale di Kahuzi Biega del Congo, rinomato per i suoi gorilla. La decisione è arrivata a seguito dell’intenso lavoro di denuncia di Survival per le terribili atrocità commesse contro il popolo Bawa: stupri di gruppo, omicidi, bambini bruciati vivi…». Lo ripetiamo: non si capisce per quali ragioni il movimento ambientalista mondiale debba violare i diritti dei popoli nativi con la motivazione che vuole salvare le loro terre per i valori biologici che possiedono! Sembra quanto nel secolo scorso e nel precedente, fecero le missioni cattoliche in USA e Canada per fare del bene ai nativi di quelle nazioni, per cui oggi il Papa oggi chiede scusa! Dovremo anche noi aspettare altri cento anni prima che l’IUCN prenda posizione contro queste forme antidemocratiche di vincoli impositivi in nome della Natura? Purtroppo, va anche riconosciuto che chi soprattutto spinge per queste azioni vessatorie verso i popoli tribali, sono gli ambiental-animalisti, che in nome della difesa ad oltranza degli animali e del diritto egoistico dei turisti a goderne (spesso arrecando loro stessi non pochi danni agli animali!), sono disposti a calpestare i diritti civili dei popoli! D’altronde, anche in Italia l’animalismo anticaccia ormai ha preso il sopravvento su quello ragionevole della difesa di habitat e territori. (Fonte COMUNICAZIONI PERIODICHE AIW)