CONFERENZA DI GINEVRA SULLA BIODIVERSITÀ: RISULTATI

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Si è chiusa il 29 marzo la Conferenza di Ginevra per la biodiversità, un meeting di 15 giorni di dibattiti scientifici e negoziali, il primo dal vivo dopo due anni dal meeting di Roma, tenuto qualche giorno prima dello scoppio della pandemia da Covid-19.  Il meeting aveva l’obiettivo di perfezionare il testo di un accordo globale, il Post 2020 Global Biodiversity Framework, in vista della sua definitiva attuazione in occasione della XV sessione della Conferenza delle Parti della Convenzione ONU per la Diversità Biologica, che si terrà a Kunming, in Cina.

L’obiettivo di questo accordo è quello di arrestare e invertire, attraverso una serie di 21 target, il declino dell’integrità biologica del pianeta entro il 2030 e, attraverso 4 obiettivi di lungo termine, di conseguire entro il 2050 il triplice scopo della stessa Convenzione ONU (conservare la biodiversità genetica, di specie e di ecosistema, fare un uso sostenibile della biodiversità e condividere in maniera equa e giusta i benefici che la biodiversità offre all’umanità) e di “vivere in armonia con la natura”.

Nel corso della riunione sono stati discussi anche gli strumenti per l’implementazione dell’accordo.

Nell’ultimo giorno della Conferenza il gruppo di lavoro istituito ad hoc nel 2019 (WG2020) ha concluso con successo i suoi lavori. Al mattino si è riunito un gruppo di contatto per discutere e negoziare i primi 8 target, quelli indirizzati alla “riduzione delle minacce alla biodiversità”, per garantire che:

  • le aree a livello globale sono soggette a pianificazione territoriale integrata, che affrontano il cambiamento dell’uso del suolo e del mare, tenendo conto dei diritti consuetudinari delle popolazioni indigene e delle comunità locali (nel gergo IPLC);
  • gli ecosistemi degradati sono in fase di ripristino, garantendo la connettività tra loro e concentrandosi sugli ecosistemi prioritari;
  • le aree a livello globale, in particolare le aree di particolare importanza per la biodiversità, sono conservate attraverso sistemi ben connessi di aree protette e altre misure di conservazione efficaci su base territoriale, dando attuazione ai diritti degli IPLC e includendo l’obiettivo di avere il 30% di aree terrestri e il 30% di aree marine entro il 2030.

I delegati hanno presentato numerose idee e suggerimenti su tutti e tre gli obiettivi durante la sessione.

Sono stati adottati quattro documenti, tra cui il resoconto della riunione:

  • una raccomandazione alla COP-15, che contiene i risultati della seconda parte della terza riunione del WG2020;
  • la decisione di tenere una quarta riunione del WG2020;
  • una decisione sulla via da seguire sulle informazioni di sequenza digitale (DSI – Digital Sequence Information) sulle risorse genetiche.

Il quarto incontro del WG2020 si terrà dal 21 al 26 giugno 2022 a Nairobi (Kenya). L’incontro proseguirà i negoziati sul GBF (Global Biodiversity Framework) e sul DSI sulle risorse genetiche, basandosi sul lavoro del terzo incontro e sul lavoro inter-sessionale del gruppo consultivo informale sul DSI e attingendo al pertinente lavoro inter-sessionale per produrre la bozza finale del GBF per una sua considerazione alla COP-15.

La plenaria del WG2020 ha ascoltato le osservazioni conclusive dei gruppi regionali e dei principali gruppi di parti interessate.

Il SBSTTA ha adottato le raccomandazioni su: biodiversità marina e costiera; piano d’azione aggiornato per il periodo 2020-2030 per l’iniziativa internazionale per la conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità del suolo; legami tra biodiversità e salute; specie esotiche invasive; biologia sintetica, valutazione del rischio e della gestione del rischio di organismi viventi modificati; il programma di lavoro dell’IPBES, la Piattaforma intergovernativa di politica scientifica sulla biodiversità ei servizi ecosistemici, a sostegno della CBD per l’implementazione del GBF.  La raccomandazione sulla biodiversità marina e costiera non ha ottenuto il consenso e richiederà un ulteriore esame prima della COP di Kunming.

Lo SBI ha concordato raccomandazioni relative all’attuazione del Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza e del Protocollo di Nagoya sull’accesso e la condivisione dei benefici.

La segretaria esecutiva della CBD, Elizabeth Maruma Mrema, ha evidenziato i diversi risultati dell’incontro, tra cui il perfezionamento degli elementi chiave del GBF, il quadro concettuale e la “Theory of Change”, la sua missione, gli obiettivi e i target e fornendo la via da seguire sul DSI, inviando un segnale incoraggiante al mondo intero. La segretaria esecutiva ha sottolineato che il WG2020 deve affrontare molte sfide cruciali per giungere a un accordo veramente globale che coinvolga tutti i settori della società, mobiliti risorse sufficienti e condivida i benefici in modo equo e giusto.

Nel corso della riunione si è svolta anche la riunione dei due organi sussidiari della CBD, il SBSTTA e lo SBI.

Zhou Guomei, vice segretario generale del consiglio cinese per la cooperazione internazionale per ambiente e sviluppo (CCICED), a nome del presidente della COP Huang Runqiu, ministro dell’ecologia e dell’ambiente cinese, ha sottolineato che l’incontro ha ispirato fiducia, essendo stato finora imprentato ad un approccio trasparente e inclusivo. Ha aggiunto che i delegati e i partecipanti hanno inviato un forte segnale politico al mondo, attraverso il loro instancabile lavoro, che la COP-15 sarà un successo, rivitalizzando gli sforzi globali per arrestare la perdita di biodiversità, mettendola su un percorso di ripresa entro il 2030.

I copresidenti del WG2020 Francis Ogwal (Uganda) e Basile van Havre (Canada) hanno sottolineato che l’incontro è stato un successo e che il GBF, grazie all’impegno e alla dedizione delle delegazioni dei Paesi partecipanti, i quali hanno adesso la responsabilità e impegno di finalizzare l’accordo e le  decisioni di supporto all’attuazione dello stesso.

Nella delegazione italiana, a supporto del MITE, hanno partecipato, in presenza e da remoto, vari esperti di ISPRA. (Fonte ISPRA)