CNCN. IL NOSTRO APPELLO PER IL FUTURO DELLA CACCIA IN ITALIA

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Vi scrivo, in qualità di presidente del Comitato Nazionale Caccia e Natura, spinto da un senso di urgenza, perché credo che oggi in Italia ci troviamo ad un bivio e le scelte che compiremo incideranno in maniera profonda sul futuro di tutto il nostro comparto.

Nell’ultimo anno abbiamo dovuto affrontare la minaccia portata dal referendum per l’abolizione della caccia. Il fallimento dell’iniziativa ha segnato una netta vittoria a nostro favore, ma non possiamo farci illusioni: abbiamo vinto una battaglia importante, ma la guerra non è finita.

Anche la recente approvazione da parte del Parlamento della proposta di legge costituzionale che ha inserito nella Costituzione Italiana la tutela dell’ambiente, non è stata esente dal tentativo da parte di alcuni di inserire una formulazione che potesse portare ad uno stop delle attività venatorie.

Per far fronte a questi ripetuti attacchi è necessario un deciso cambio di passo, perché continuare come fatto fino ad oggi con grande impegno, ma con mezzi e risorse limitate, non è più una strada percorribile.

Per cercare di imprimere una vera svolta alla situazione attuale e dare avvio ad una nuova stagione per il mondo della caccia, dobbiamo dare il tutto per tutto, riunire le forze a disposizione chiamando a raccolta tutti gli attori del nostro comparto che sono collegati a vario titolo al CNCN: dai produttori di armi e munizioni, alle associazioni venatorie, alle associazioni come Assoarmieri fino a realtà come Fondazione UNA, che si fa portavoce delle istanze di rinnovamento del settore.

Per questo, con l’obiettivo di far sentire forte la nostra voce e le nostre ragioni, abbiamo deciso di dare avvio ad un ambizioso progetto di rilancio della caccia da realizzare attraverso un piano di comunicazione dal forte impatto mediatico, che verrà declinato sia sulla stampa tradizionale che sui social media e che si ponga come obiettivi:

1) Promuovere la caccia come un’attività sostenibile che svolge un ruolo fondamentale e imprescindibile per la tutela della biodiversità e degli equilibri della natura.

2) Posizionare il cacciatore come “Paladino del Territorio” che, in quanto tale, agisce in natura nel pieno rispetto della normativa vigente e, dunque, lontano dalla figura del bracconiere. Il “Paladino del Territorio” è anche impegnato nella tutela delle specie protette e degli equilibri della fauna, oltre che nella salvaguardia dei principi della biodiversità.

3) Rinvigorire l’orgoglio di un settore che ha un impatto economico e occupazionale rilevante e che può ulteriormente rafforzare il suo contributo in tal senso con la creazione di filiere specializzate come quella delle carni di selvaggina.

4) Riallacciare la relazione con le nuove generazioni per far conoscere il bagaglio culturale e valoriale di un’attività che è parte integrante della nostra tradizione e affonda le sue radici nella storia dell’Uomo: caccia significa da sempre prendersi cura della propria comunità, imparare a conoscere la natura, gli equilibri fra la flora e la fauna, tutelare l’ambiente e il territorio che ci ospita.

Per raggiungere questi ambiziosi obiettivi e per avere successo in questa sfida serve la collaborazione di tutti i soggetti che ruotano intorno al mondo della caccia, affinché ciascuno dia il suo contributo attivo e fattivo.

Naturalmente, per dare avvio ad una campagna di informazione di forte impatto è necessario aumentare anche l’impegno economico in campo: a questo scopo stiamo raccogliendo importanti contribuzioni tra gli operatori del settore, in primis dalle aziende produttrici di armi e munizioni, che andranno a finanziare direttamente il piano di comunicazione straordinario sui media tradizionali e sui social media. Al contempo, una parte residuale delle risorse finalizzate a tale operazione verrà raccolta anche attraverso un ritocco minimo del prezzo delle munizioni e dei relativi componenti.

Siamo consapevoli che, dopo gli anni non facili della pandemia, ogni piccolo sforzo può apparire oneroso, ma Vi prego di considerarlo non come una spesa ma come un investimento necessario per difendere l’esistenza stessa di ciò che per tutti noi non è solo un lavoro o una professione, ma una vocazione e una vera passione.

Confido di aver chiarito al meglio le nostre ragioni e i nostri obiettivi, e spero che Voi comprendiate e condividiate le scelte che stiamo facendo a tutela dell’intero comparto. In questa ottica, ritengo sia di fondamentale importanza, su un progetto di questa portata, costruire una relazione stabile con l’associazionismo venatorio e il tessuto distributivo, anche per capire meglio le esigenze del mondo degli armieri e di tutti gli appassionati del nostro settore, e poter comunicare in modo efficace con gli utilizzatori finali, in primis i cacciatori.

 

Presidente Comitato Nazionale Caccia e Natura
Maurizio Zipponi