CIC ITALIA. UNA NUOVA PUBBLICAZIONE SULLA CAPRA DI MONTECRISTO

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La Delegazione Italiana del CIC informa che è in stampa la pubblicazione 2025 sulla Capra di Montecristo, che fa seguito a quelle sul Cervo Sardo, Cervus elaphus corsicanus, e sul Camoscio Appenninico, Rupicapra pyrenaica ornata e sulla popolazione del cervo rosso dell’Acquerino.

Una brevissima sintesi dall’opera e qualche commento:

L’origine della popolazione della Capra di Montecristo è riconducibile a gruppi preistorici di capre balcanico-anatoliche di una prima fase di domesticazione introdotta dall’uomo in epoca preistorica, nel contesto culturale del Neolitico antico mediterraneo (VI millennio a.C.).

L’Isola di Montecristo è un’area di straordinario valore ecologico, estremamente delicata. Isola tra le più inaccessibili dell’arcipelago toscano e disabitata (a parte un presidio del Corpo Forestale), è considerata un santuario della natura. Nel 1899 divenne una riserva di caccia esclusiva per Vittorio Emanuele III di Savoia, un privilegio che durò fino alla sua designazione di Riserva Naturale. Dal 1960 Montecristo ridivenne riserva di caccia, sotto il controllo scientifico dell’allora Laboratorio di Zoologia applicata alla Caccia di Bologna, oggi ISPRA. Nel 1971, a seguito di istanze avanzate dal modo scientifico e dall’opinione pubblica, venne istituita la Riserva Naturale Statale Integrale. La gestione fu affidata al Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste, attraverso l’Azienda di Stato per le Foreste Demaniali, e messa a disposizione per la ricerca scientifica del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Dal 1988, venne riconosciuta dal Consiglio d’Europa come Riserva Naturale Biogenetica.

L’isola fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e della Riserva della Biosfera “Isole di Toscana” nel programma MAB dell’UNESCO e del Santuario Internazionale per la protezione dei Mammiferi Marini Pelagos.

È famosa per il romanzo di Alexandre Dumas Il Conte di Montecristo, che racconta la storia di un tesoro nascosto nell’Abbazia di San Mamiliano, edificata nel 1600 da monaci benedettini.

A integrazione della trattazione scientifica curata dal dott. Silvano Toso, CIC Expert della nostra Delegazione e noto studioso, abbiamo inserito una serie di valutazioni di trofei utilizzando la Formula CIC per la Capra hircus presente anche nell’Isola di Maiorca.

La Delegazione italiana ha chiesto al Trophy Evaluation Board del CIC  di aggiungere la Capra di Montecristo nel gruppo Hircus parimenti alla Capra dell’Isola di Maiorca, utilizzando la stessa formula di valutazione, il CIC ha deciso di includerla nel Trophy Evaluation Data Handbook come richiesto.

Il merito dell’autorevole contributo scientifico dell’opera  va al dott. Silvano Toso già direttore generale dell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (INFS) e responsabile del Servizio di Consulenza Faunistica dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), grande esperto della Capra di Montecristo, che ha permesso di conoscere approfonditamente tutte le caratteristiche di questa specie insulare, endemica del nostro Paese.

La più viva riconoscenza va ad Adriano De Faveri dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), che ci ha messo a disposizione la collezione museale dei trofei e la sua personale esclusiva collezione fotografica della Capra di Montecristo.

Un ringraziamento ai Misuratori Certificati CIC dell’Accademia Biometrica Faunistica Italiana  che si sono adoperati per reperire e valutare quanti più trofei possibili (dei due generi) per avere finalmente un riscontro ufficiale delle caratteristiche dei trofei di questa nostra  esclusiva popolazione insulare.

È prevista anche una versione in inglese in quanto queste pubblicazioni sono molto apprezzate e richieste dal Q.G del CIC. (Ufficio Stampa CIC Italia)