ATTUAZIONE DEL REGOLAMENTO UE SU RIPRISTINO DELLA NATURA, FEDERPARCHI IN SENATO

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Federparchi è stata ascoltata in Audizione parlamentare presso l’VIII Commissione (Ambiente, transizione ecologica, Lavori pubblici, innovazione tecnologica) del Senato in merito allo schema di decreto legislativo di attuazione del regolamento UE 2024/1991 sul Ripristino della natura.

Qui gli argomenti illustrati dal responsabile dell’ufficio giuridico della Federazione, Ciro Amato:

Il ripristino della natura è un pilastro fondamentale sia delle politiche europee che di quelle nazionali, riconosciuto come essenziale per invertire la perdita di biodiversità.

Nonostante la sua ricchezza, lo stato della biodiversità in Italia desta preoccupazione. Le valutazioni ISPRA indicano che l’89% degli habitat terrestri e oltre la metà delle specie di flora e fauna versano in uno stato di conservazione sfavorevole. La Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2020 non è riuscita a raggiungere gli obiettivi di conservazione auspicati. La situazione è leggermente migliore per gli ecosistemi marini, sebbene anch’essi subiscano pressioni crescenti come lo sfruttamento delle risorse e l’inquinamento, che riduce persino le coste balneabili. Anche se la superficie forestale è in aumento, ciò è dovuto principalmente all’abbandono di aree rurali piuttosto che a interventi attivi di ripristino. Le cause principali di questo declino sono il consumo di suolo in continua crescita, l’agricoltura intensiva, l’inquinamento e la diffusione di specie esotiche invasive.

Lo schema di decreto legislativo che il nostro paese deve adottare per dare attuazione al regolamento Ue si compone di pochi articoli.

Le Aree naturali protette e i siti natura 2000 sono individuati quali soggetti attuatori della strategia di ripristino Ue (self-executing) e di questo la federazione è certamente favorevole.

Alcuni punti di discussione possono essere offerti alla vostra attenzione come segue:

L’attuazione che i ministeri faranno sia esente da ogni ulteriore adempimento di tipo burocratico, poiché il carico amministrativo di tipo operativo è già arrivato alla sua massima misura in ogni ente di gestione di sito naturale; si suggerisce che ove sia necessario non vi siano negli enti obblighi di documentazione amministrativa ulteriore, ma si utilizzino gli strumenti già previsti dalla legge n. 394/91 per gli enti parco nazionali e i piani regionali per i parchi medesimi;

Gli interventi di cui al presente regolamento siano coordinati con quelli già previsti dal Pnrr e non siano ulteriori atti; anzi questo piano di ripristino potrebbe essere congegnato in modo tale da costituire il continuo dei piani del PNRR Ecosystem Restoration già previsti;

Sia reso obbligatoria la priorità degli interventi nei siti natura 2000, che, invece, l’art. 4 prevede solo come facoltativi;

Federparchi rinnova l’invito a considerare che gli impianti FER  nella forma delle CER siano possibili anche dentro i siti protetti (magari in zona D), oggi esclusi;

L’art. 11 include gli indicatori per la valutazione del ripristino di specifici ecosistemi. Come federazione riteniamo che tra i tre indicati nell’art. 11 seguenti due siano i migliori: indice delle farfalle e la percentuale di superficie agricola con elementi caratteristici del paesaggio con elevata diversità;

Relativamente al ripristino delle aree forestali, la federazione ritiene utile valorizzare l’indice di connettività forestale di cui all’articolo 12 del regolamento, tra gli altri indici ivi indicati;

Relativamente alla messa a dimora di 3 mld di alberi in tutta l’Ue la federazione ritiene che la misura sia utile, ma non risolutiva, poiché è noto che lo stoccaggio del carbonio avviene su piante mature e, quindi, la misura indicate nel regolamento Ue è solo un inizio di un percorso che deve trovare anche altre soluzioni. I parchi nazionali e regionali detengono la parte maggiore e forse migliore delle coperture arboree ma ciò che occorre fare nelle aree protette è il monitoraggio delle infestazioni di insetti che recando danno alle foreste e che ne cagionano il declino;

Inoltre la misura della messa a dimora di alberi sia equilibrata rispetto alle normative sul prelievo legnoso al fine di valorizzare la industria della filiera del legname italiano;

Relativamente alle misure di conservazione degli impollinatori, si assiste al loro declino a causa dell’utilizzo di pesticidi in agricoltura, anche nelle aree di buffer dei siti natura 2000 che sono il primo elemento di cui tenere conto anche nel dlgs delegato; riteniamo che questa sia la misura idonea ad intervenire in modo efficace;

Relativamente all’art. 5 sugli ecosistemi marini, la federazione ricorda che la prima misura di ripristino degli habitat è tenere fede all’aumento delle superfici a mare, che oggi necessitano almeno di un incremento del 20% totale delle superfici protette. L’istituzione di nuove aree marine è certamente un passo che deve precedere ogni misura di ripristino.

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(Fonte Federparchi)