L’AGJSO, fondata nel 1952, riunisce le seguenti associazioni venatorie dell’area alpina sud-orientale: Steirische Landesjägerschaft (Stiria), Lovska zveza Slovenije (Slovenia), Federcaccia Sezioni Provinciali della Venezia Giulia e di Belluno, Associazione Cacciatori Trento (ACT), Associazione Cacciatori Alto Adige (ACAA), Unione Nazionale Cacciatori Zona Alpi (UNCZA), Tiroler Jägerverband (Tirolo) e Kärntner Jägerschaft (Carinzia). Importante organismo di rappresentanza del mondo venatorio nell’arco alpino, l’AGJSO si riunisce annualmente per affrontare temi di attualità e interesse comune.
Quest’anno la 72ª assemblea Agjso si è svolta dal 9 all’11 ottobre 2026 nel comune di St. Leonhard di Pitztal situato nel Land del Tirolo, nel cuore della valle della Pitztal.
Abbinato all’Assemblea si è svolto il convegno dal titolo “La caccia in alta montagna in evoluzione”, organizzato dall’Associazione Cacciatori del Tirolo, presso il Centro dello stambecco tirolese (Steinbockzentrum). Una struttura architettonica moderna, inaugurata nel 2020, al cui interno si trova un percorso espositivo su più piani dedicato alla storia del rapporto tra uomo, natura e cultura nella valle della Pitztal, con particolare attenzione al reinserimento dello stambecco avvenuto alcuni decenni fa.
Il presidente dell’Agjso dott. Walter Brunner ha aperto i lavori dando il benvenuto ai numerosi rappresentanti e delegati delle associazioni aderenti, ai relatori e agli interpreti. Ha inoltre espresso un sentito ringraziamento all’Associazione Cacciatori del Tirolo, in particolare al presidente LJM DI Anton Larcher, al vicepresidente LJM-Stv. Artur Birlmaier e al direttore GF Mag. Martin Schwärzler, per la calorosa ospitalità e l’impeccabile organizzazione del convegno.
In apertura, Norbert Krabacher, responsabile del comprensorio venatorio, ha presentato la riserva di caccia dello Pitztal, offrendo ai partecipanti un’accurata descrizione dell’attività venatoria praticata alle quote più elevate del Tirolo e dell’Austria.
La prima relazione, tenuta dal dott. Klemen Jerina dell’Università di Lubiana, è stata dedicata all’“Ecologia della fauna selvatica”, seguita poi dall’intervento del dott. Luca Pedrotti, del Parco Nazionale dello Stelvio che ha approfondito il tema dell’“Habitat”.
A conclusione della sessione, il vicepresidente LJM-Stv. Artur Birlmaier ha affrontato il tema “Pratica venatoria: le sfide della caccia in alta montagna”.
I lavori si sono poi conclusi con la lettura delle relazioni brevi da parte delle delegazioni presenti e con un grande ringraziamento per la professionalità e l’intenso lavoro profuso ai traduttori degli interventi nelle tre lingue dell’Assemblea e precisamente alla biologa faunistica Katharina Erlacher, dell’Associazione Cacciatori Alto Adige, (italiano-tedesco) ed a Franc Wakounig (tedesco-sloveno).
L’arco alpino rappresenta un ambiente naturale, culturale e di vita unico nel suo genere. I cambiamenti climatici, le trasformazioni degli habitat e le nuove condizioni sociali pongono la fauna selvatica e l’attività venatoria di fronte a sfide sempre più impegnative.
Alla fine dei lavori congressuali le Associazioni aderenti all’AGJSO hanno dichiarato quanto segue:
- Responsabilità verso la fauna selvatica e i suoi habitat
Una gestione venatoria sostenibile in alta montagna comporta la responsabilità di preservare popolazioni faunistiche sane e habitat integri. Ciò significa anche conciliare la crescente pressione esercitata dal turismo e dalle attività ricreative con le esigenze della fauna selvatica e, laddove necessario, garantire aree di rifugio poco disturbate attraverso un’adeguata regolamentazione dei flussi di visitatori.
- Conoscenza e collaborazione
Il monitoraggio, le conoscenze scientifiche e l’esperienza maturata sul campo dai cacciatori costituiscono, insieme, la base per decisioni consapevoli e responsabili. Poiché la fauna selvatica non conosce confini, la sua gestione deve tenere conto delle singole popolazioni e superare i confini amministrativi e nazionali.
- La tutela richiede una gestione attiva
La tutela e l’utilizzo sostenibile delle risorse faunistiche non sono in contrapposizione. Laddove l’evoluzione delle popolazioni selvatiche e dei loro habitat lo richieda, deve essere possibile intervenire attraverso una gestione faunistica attiva, fondata su criteri tecnico-scientifici. Il mondo venatorio è pronto ad assumersi le proprie responsabilità.
Il nostro impegno comune
L’AGJSO ribadisce il proprio impegno a favore di una caccia in alta montagna capace di coniugare tradizione e scienza, esperienza e innovazione, utilizzo sostenibile e responsabilità. Il nostro obiettivo comune è preservare la fauna selvatica e gli habitat dell’arco alpino, garantendo anche alle generazioni future la possibilità di praticare una caccia sostenibile. Per la fauna selvatica. Per i suoi habitat. Per una caccia responsabile nell’arco alpino. (Fabio Merlini)


















