CINGHIALI: CIA PADOVA, DA REGIONE 300MILA EURO PER CONTENIMENTO NEL PARCO COLLI

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Rimossi 1.858 i cinghiali nell’area del Parco Colli nel 2025. Si tratta degli ultimi dati ufficiali diramati dallo stesso ente Parco (1.015 maschi, 843 femmine). Ora arriva una delibera di Giunta regionale (la numero 1.001 del 15 settembre 2026, pubblicata ieri sul Bur della Regione Veneto) che prevede un contributo di 300mila euro a favore del Parco “per l’attivazione del Piano delle attività per gli interventi di contenimento finalizzato all’eradicazione degli ungulati per l’anno 2026”.

“Tutte le azioni che vanno nella direzione del contenimento dei cinghiali negli Euganei hanno il nostro massimo sostegno”, sottolinea Cia-Agricoltori Italiani Padova. Da diverso tempo la medesima Confederazione denuncia continui danni ai vigneti, ma pure alle coltivazioni a seminativo, a motivo del passaggio incontrollato degli ungulati. A tale proposito, le stime dei danneggiamenti si avvicinano ad almeno 1 milione di euro all’anno.

“Tanti imprenditori agricoli, però, non denunciano nemmeno più le perdite -osserva il presidente di Cia Padova, Luca Bisarello- poiché sanno che il percorso per ottenere gli indennizzi è spesso tortuoso. Ovvero, capita che non venga riconosciuto loro alcun ristoro”. Fra le misure indicate nel provvedimento della Giunta regionale (e ricadenti nel finanziamento di 300mila euro), l’acquisto di un nuovo pick-up che consenta di potenziare gli interventi notturni mirati da parte della squadra faunistica; il rafforzamento della protezione dei percorsi più a rischio dell’anello ciclabile dei Colli Euganei mediante l’acquisto e l’installazione di appositi dissuasori; il rafforzamento delle attività di cattura mediante la sostituzione dei vecchi chiusini e con l’utilizzo di ulteriori strutture di nuova generazione, quale la trappola “Pig Brig”; il potenziamento e l’aggiornamento delle postazioni fisse distribuite sul territorio. E ancora: la manutenzione del software per la gestione complessiva delle attività di controllo (dalla programmazione delle uscite in campagna dei selecontrollori, fino al conferimento dei capi presso il Centro di Lavorazione della Selvaggina); le spese per la gestione dei mezzi (carburanti, manutenzioni ordinarie, assicurazioni, lavaggi) e per l’acquisto di altri materiali.

“Le segnalazioni di danni provocati dagli ungulati sono continue -precisa Bisarello-. Questa dotazione economica servirà anche a dare nuovo slancio alle operazioni di contenimento: per il bene sia degli agricoltori, che della comunità”. “Ricordiamo, inoltre, che gli ungulati sono i primi vettori della peste suina. La popolazione va contenuta, pure in una logica di equilibrio della biodiversità all’interno del Parco”. Da oltre un decennio Cia Padova chiede la modifica della legge 157 del 1992, “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”. “Occorre sostituire il concetto di protezione con quello di gestione della fauna selvatica”, conclude il presidente. (Fonte CIA)