LA CACCIA NON È UN FATTORE ASSOCIATO AL DECLINO DELLE POPOLAZIONI DI UCCELLI CACCIABILI IN EUROPA

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La rivista scientifica “Global Ecology and Conservation” ha recentemente pubblicato un lavoro che analizza le specie cacciabili in Europa e le cause del declino: nessuna correlazione fra cacciabilità e probabilità di declino di una specie

Roma, 24 ottobre 2026 – Il lavoro “Neither legal huntability nor harvest-based hunting interest explain broad-scale variation in population decline probability at the European scale” (trad. Né la cacciabilità legale né l’interesse venatorio legato al prelievo spiegano le variazioni su larga scala nella probabilità di declino della popolazione a livello europeo), degli Autori Eva de la Peña, Beatriz Arroyo, Marta Cruz-Flores, Barry J. McMahon, ha messo a confronto la cacciabilità delle specie in Europa, il livello di prelievo (considerato un indice dell’interesse venatorio) e le tendenze delle popolazioni nidificanti per valutare se il fatto che una specie sia cacciabile e le quote di prelievo siano correlate alla probabilità di declino delle specie.

I risultati dell’analisi statistica, che includeva numerosi fattori, hanno dimostrato come prima conclusione che non c’è correlazione fra la cacciabilità di una specie e la probabilità che sia in declino. Un’analisi ulteriore ha evidenziato che l’interesse venatorio, espresso come entità dei prelievi, non è correlato alla probabilità di declino delle specie. In altre parole, le specie soggette a maggior prelievo non sono destinate a diminuire per causa della caccia.

L’analisi ha riguardato anche le specie dell’Allegato 1 della direttiva (quelle non cacciabili) per quali è invece risultata evidente la correlazione fra il declino e le caratteristiche delle specie, quali il legame con gli habitat agricoli, la nidificazione sul terreno e l’agricoltura intensiva.

Per quanto riguarda le specie cacciabili gli Autori propongono come spiegazione anche il fatto che molte specie cacciabili sono oggetto di gestione attiva degli habitat e di controllo dei predatori.

Gli Autori concludono che non si può affermare che la caccia debba essere considerata un elemento di impatto sulle popolazioni, in particolare a livello locale; tuttavia, questa prima analisi dimostra che il fatto che una specie sia cacciabile e l’entità del carniere non possono essere considerati i fattori che determinano le tendenze delle popolazioni.

Un lavoro che va nella direzione da tempo sostenuta dall’Ufficio Studi e Ricerche di Federcaccia, che conferma l’importanza delle azioni di gestione ambientale quale principale fattore da considerare per la conservazione a lungo termine dell’avifauna sia cacciabile, sia protetta.

La pubblicazione è consultabile al link:

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2351989426003689?via%3Dihub