DDL CACCIA. LOLLOBRIGIDA: “NO IDEOLOGIA MA DATI SCIENTIFICI, SPERO SERENO CONFRONTO A NOVEMBRE”

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È tornato sul tema “caccia” il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida a margine della presentazione del Marchio Biologico Italiano organizzata dal Masaf.

In una dichiarazione ripresa dall’Agenzia AdnKronos, il Ministro parlando del DDL ha dichiarato che “La riforma è calendarizzata nel mese di novembre. Spero davvero che finalmente si possa avere un sereno confronto nel merito, quello che fin dall’inizio abbiamo proposto, senza pulsioni ideologiche dell’una o dell’altra parte. È una norma che mette al centro la protezione della fauna selvatica e la gestione. Bisogna immaginare sanzioni moltiplicate per 3, 4 volte rispetto al passato contro il bracconaggio che non ha nulla a che fare con chi invece segue le regole e le leggi nella attività prevista in tutte le nazioni europee, non c’è nessuna nazione europea in cui l’attività venatoria è vietata – ha precisato Lollobrigida – l’Italia è una nazione che si inserisce nel contesto europeo, le norme devono essere rispettate da chi esercita la caccia e anche da chi non la apprezza legittimamente, ma che non può impedire qualcosa che è legale”.

E commentando il recente attacco da parte di lupi subito da una allevatrice toscana, ha aggiunto: “Noi ci basiamo su dati scientifici non sulle chiacchiere o sulle pulsioni dell’uno o dell’altro in materia di gestione della fauna selvatica. Da sempre la gestione della fauna selvatica fa riferimento alla legge 157 del ’92 e la riforma di questa legge va esattamente nel senso di prendere i dati scientifici, capire quali sono le specie da proteggere e proteggerle fino alla protezione integrale, come è stato però per specie che con la protezione integrale si sono moltiplicate eccessivamente e spesso ibridate: pensiamo ai grandi carnivori, pensiamo alla specie lupina a protezione anche dei lupi bisogna attuare dei processi selettivi quando la scienza dice che è necessario”.