
In occasione del prossimo Consiglio Regionale della Lombardia relativo al Progetto di Legge in materia di insediamento dei Data Center, Federparchi Lombardia ribadisce con fermezza la necessità di una normativa che non si limiti a fornire criteri orientativi, ma che diventi un vero e proprio strumento regolatorio e di pianificazione territoriale.
La proliferazione di richieste per nuovi centri dati è ormai un’emergenza: solo nel territorio del Parco Agricolo Sud Milano sono attualmente in corso 11 procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.), a cui si aggiungono progetti nel Parco del Ticino e in diversi comuni limitrofi. Di fronte a questa pressione, Federparchi richiede che la localizzazione di queste infrastrutture avvenga esclusivamente su suoli già pavimentati in coerenza con i principi di sostenibilità ambientale e di rigenerazione del patrimonio edilizio esistente.
Le richieste chiave di Federparchi Lombardia:
- Stop al consumo di suolo e tutela delle Aree Protette: Federparchi chiede l’esclusione totale delle aree verdi e agricole nei territori inclusi nelle aree protette lombarde dalle possibili localizzazioni di Data Center, a causa dell’elevata funzione ecosistemica che queste svolgono. L’obiettivo è quello di non consumare il suolo libero delle aree protette.
- Per le aree esterne ai Parchi si propone inoltre una maggiorazione degli oneri pari al 300% del contributo di costruzione per chi intende edificare su suolo agricolo o naturale, rendendo il recupero di aree industriali dismesse (brownfield) la scelta non solo più virtuosa, ma anche la più conveniente.
- Istituzione di un Fondo Ambientale: I proventi derivanti dalle sanzioni e dalle maggiorazioni degli oneri non devono confluire in generiche opere di riqualificazione urbana. Federparchi propone la creazione di un fondo ambientale dedicato esclusivamente agli investimenti in capitalenaturale e a interventi di nature restoration per compensare la perdita di servizi ecosistemici.
- Garanzie per il futuro (Fideiussione): Data la rapidità dell’evoluzione tecnologica, esiste il rischio che queste imponenti strutture diventino obsolete nel lungo periodo. Si richiede pertanto l’istituzione di una fideiussione obbligatoria a garanzia dei costi di ripristino dello stato dei luoghi, sul modello di quanto già avviene per le aree estrattive e gli impianti di energia rinnovabile.
- Risorse Idriche ed Energia: I Data Center devono adottare sistemi di raffreddamento a circuito chiuso per limitare il consumo di acqua, risorsa critica che vede queste infrastrutture entrare in competizione con gli usi agricoli e urbani. Laddove non possibile, si incoraggia il riutilizzo dell’acqua di raffreddamento per altri utilizzi compatibili. Sul fronte energetico, Federparchi sollecita sinergie con le imprese locali per l’uso di fotovoltaico su coperture esistenti e il recupero del calore solo in prossimità di reti di teleriscaldamento già operative.
“Apprezziamo l’iniziativa legislativa di Regione,” dichiara Marzio Marzorati, Coordinatore di Federparchi Lombardia, “ma non possiamo accettare che il contributo economico sia visto come una ‘tassa per inquinare’ o per consumare suolo. Il valore reale dei servizi ecosistemici perduti è inestimabile. La norma deve rafforzare il ruolo degli Enti di area vasta e assicurare che ogni autorizzazione sia rilasciata solo dopo una V.I.A. completa, che includa anche tutte le opere accessorie come elettrodotti e sottostazioni”.
Federparchi Lombardia continuerà a monitorare l’iter legislativo, restando a disposizione del Consiglio Regionale per ulteriori approfondimenti tecnici che mettano al centro la tutela del capitale naturale della nostra regione. (Fonte Coordinamento Federparchi Lombardia)

















