FIDC BRESCIA. CHE FINE HA FATTO IL PIANO FAUNISTICO VENATORIO?

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Alla fine del mese di ottobre in Consiglio Regionale a Milano andrà in aula il Progetto di Legge numero 25 “Legge di revisione normativa ordinamentale”. Anche in questa occasione verranno proposti degli emendamenti sulla materia venatoria di cui conosciamo i contenuti solamente per sommi capi poiché nessun consigliere ha contattato ufficialmente Federcaccia e quindi dobbiamo accontentarci di pettegolezzi e voci di corridoio oltre che di qualche persona seria che comunque ci chiede un parere.

Si va dalla possibilità di utilizzare come richiami vivi esemplari di avifauna feriti durante l’azione venatoria, allegando parere veterinario e apponendo un nuovo anello fornito dalla Regione. Un altro emendamento poi vuole uniformare i criteri per le richieste delle valutazioni di incidenza per i nuovi capanni all’interno delle Zps e dei Sic, numerose in tutto il territorio regionale. Ad oggi infatti ci sono molte differenze da provincia a provincia frutto evidentemente della mancanza di una regola generale. Un ulteriore emendamento avrebbe poi l’obbiettivo di consentire al cacciatore di capanno fisso di diventare titolare di un capanno anche in un Atc o Comprensorio dove non è socio.

Per consentire poi il completamento dei piani di prelievo degli ungulati si vuol togliere il divieto di caccia con il terreno coperto di neve per questo tipo di forma di caccia anche in Pianura, quindi negli Atc, per evitare il diffondersi della peste Suina, per prevenire i danni all’agricoltura e gli incidenti stradali. Con un altro emendamento si torna poi sull’argomento dei capanni in Zona Alpi nel comparto di maggior tutela, la cosiddetta zona A. In sostanza l’unico soggetto che con questa modifica di legge potrebbe opporsi all’istituzione di un nuovo appostamento sarebbe il Comitato di Gestione del Comprensorio.

Infine l’ultimo emendamento di cui ci è giunta notizia ha come obbiettivo quello di semplificare alcuni meccanismi burocratici all’atto del rinnovo decennale dei capanni consentendo di allegare direttamente al momento della presentazione dell’istanza di rinnovo il documento dello studio di incidenza. Non ci permettiamo di esprimere un giudizio su questi emendamenti poiché non ne conosciamo il testo reale ma ci piacerebbe che il mondo politico che ostenta la propria vicinanza ai cacciatori lombardi si impegnasse in argomenti di portata maggiore.

Facciamo alcuni esempi. Innanzitutto la questione piombo che sulla carta sembra essere stata risolta ma in realtà lascia al cacciatore praticante il dubbio dei reali confini delle zone in cui è vietato usare il piombo. Serve una cartografia lombarda e serve velocemente. Nel mese di settembre poi abbiamo fatto la solita via crucis per la questione del Parere Ispra sul calendario venatorio presentato da Regione Lombardia. Perché nessuno promuove un’azione formale su cui raccogliere il consenso dei colleghi consiglieri regionali, magari non solo lombardi, che sensibilizzi il Ministro dell’Ambiente su come vengono espressi i pareri di Ispra, pareri sempre più ideologici e sempre meno tecnici.

Resta poi ancora tutta da scrivere la questione inerente la messa in atto della Legge sugli anellini che per come è stata scritta presenta una parte fondamentale legata alla distribuzione degli anellini. E per ultimo  ci mettiamo anche il Piano Faunistico Venatorio, strumento fondamentale di pianificazione, del quale non si sente più parlare da mesi. Solamente risolvere questi  argomenti, con un azione politica forte, vorrebbe dire rasserenare il mondo venatorio anche per gli anni a venire. Sicuramente qualcuno vorrà fare un capanno in zona di maggior tutela in qualche Comprensorio o recuperare un tordo ferito per utilizzarlo come richiamo ma certamente tutti i cacciatori vogliono la chiarezza del futuro e la certezza delle regole.

Ci sembra che ci sia la caccia al consenso elettorale tra alcuni consiglieri regionali e non la visione di voler garantire un futuro migliore della caccia in Lombardia. Tanti piccoli emendamenti uguale tanti consensi, mettendo in disparte le associazioni venatorie, per lo meno Federcaccia. Dal nostro punto di vista serve un cambio di passo che sicuramente avremo modo di condividere con i consiglieri regionali che riterranno opportuno ascoltarci.

(FEDERCACCIA BRESCIA – CACCIAPENSIERI)