CONFAGRICOLTURA L’AQUILA: FAUNA SELVATICA FUORI CONTROLLO, ESTESE AREE DELLA REGIONE NON POSSONO PIU’ ESSERE COLTIVATE

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Si è tenuto a Raiano un incontro dei dirigenti di Confagricoltura l’Aquila, cui hanno partecipato il presidente Fabrizio Lobene, il vicepresidente provinciale Fabio Spinosa Pingue, i consiglieri Bruno Rosso, Fausto Ruscitti, Gianni D’Alessandro Dino Masciovecchio, i rappresentanti di Confagricoltura  in seno ai sei ATC (Ambito Territoriale Caccia) della provincia dell’Aquila Alessandro Tamburro, Franco La Civita, Antonio Di Giusto per l’ATC Sulmona, Filippo Rubei per l’ ATC L’Aquila, Danilo Tarquini per l’ATC Barisciano, Ferdinando Di Pangrazio per l’ATC Avezzano, Maria Olimpia Morgante, per l’ATC Roveto Carseolano, Francesco Cupillari, Umberto Margiotta, Daniele Salutari nonché il presidente dell’ATC Subequano Merolli Nunzio. È stato invitato all’incontro il dott. Franco Recchia dell’ATC di Sulmona, ex funzionario regionale presso l’Ufficio Attività faunistico-venatoria della regione.

Il direttore di Confagricoltura L’Aquila Stefano Fabrizi ha introdotto l’incontro sollecitando i rappresentanti degli ATC ad esercitare ogni utile pressione affinché questi Enti attivino la gestione faunistica venatoria nel rispetto della legge e del piano faunistico regionale. Gli agricoltori lamentano l’incremento esponenziale dei danni provocati dalla fauna selvatica su tutto il territorio provinciale, dove ampi territori non possono più essere coltivati. Forti preoccupazioni, poi, desta la crescita esponenziale dei cervi, alla quale va posta molta attenzione anche perché la loro espansione è in rapida crescita nella Valle Subequana, Valle Peligna, Piana dei Navelli e, ultimamente, anche all’interno del Fucino. Per questo Confagricoltura intende portare all’attenzione del vice presidente e assessore regionale Emanuele Imprudente una serie di proposte per riformare la governance di questi Enti.

Il dott. Franco Recchia ha spiegato quali sono i compiti degli ATC, infatti, la L.R. 10/04, prevede che la gestione finanziaria degli ATC deve perseguire le finalità del piano faunistico venatorio. Questo significa che qualsiasi discostamento da esso, se non opportunamente motivato, è oggetto della possibile segnalazione alla Corte dei conti con tutte le conseguenze del caso. Che le attività di gestione faunistica devono essere programmate annualmente e gli interventi proposti devono essere trasmessi alla Regione corredati dal rendiconto tecnico sull’andamento della gestione faunistico venatoria in rapporto all’annata precedente. I comitati di Gestione devono provvedere all’attribuzione degli incentivi economici ai proprietari ed ai conduttori dei fondi rustici che partecipano agli interventi finalizzati a favorire l’insediamento e l’incremento di popolazioni naturali ed auto riproduttive della fauna legata agli agroecosistemi.

Il dottor Recchia, dopo aver comunicato che il Parco regionale Sirente Velino il 30 aprile a Fagnano Alto ha organizzato un convegno in cui relatori di livello nazionale illustreranno le esperienze su come gestire correttamente le popolazioni di cervo, ha precisato che il PFVR abruzzese prevede che le attività di monitoraggio vadano estese anche alle aree protette pur mantenendo il prelievo venatorio, come previsto dalla normativa vigente, solo al di fuori di esse, questo significa che per le attività di monitoraggio sarà necessaria una stretta collaborazione con i parchi e le riserve.

Dopo un ampio dibattito con gli intervenuti, il presidente Fabrizio Lobene ha ringraziato Franco Recchia ed ha proposto di costituire un gruppo di lavoro ristretto che dovrà elaborare una proposta organica per la riforma degli ATC e per collaborare con la Giunta Regionale con lo scopo di accelerare la formulazione degli atti necessari al controllo degli ungulati in soprannumero, prendendo ad esempio le migliori esperienze già attuate da tempo in altre regioni. (Fonte CONFAGRICOLTURA)