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22 Gennaio 2020
RISERVA NATURALE MONTI LIVORNESI, LA CCT RACCOGLIE IMPEGNI PRECISI DALLA POLITICA
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Si è svolta a Rosignano Solvay, Livorno, l'iniziativa promossa dalla Confederazione Cacciatori Toscani livornese, incentrata sulle problematiche relative alla futura istituzione della riserva naturale regionale dei monti livornesi e sulle possibili ricadute per l'attività venatoria.
La risposta dei cacciatori è stata all'altezza delle aspettative, una sala gremita di oltre centocinquanta persone ha seguito con attenzione, partecipazione ed interesse, gli interventi che si sono susseguiti e le proposte presentate dalla Confederazione per la salvaguardia dei diritti di tutti i cacciatori livornesi.
Dopo il saluto dei rappresentanti locali della CCT e del coordinatore provinciale Franco Poli, che ha messo in risalto il valore assoluto dell'unità dei cacciatori in funzione di una rappresentanza colta e preparata delle istanze in difesa della caccia, si è passati all'analisi delle problematiche riguardanti la scelta che la Regione Toscana sta' compiendo in provincia di Livorno, per l'istituzione di un sistema di aree protette e corridoi ecologici su un territorio ad alto interesse venatorio.
La relazione sviluppata da Matteo De Chiara, delegato della Presidenza Regionale CCT, ha lucidamente messo in risalto le proposte istitutive del sistema integrato delle aree protette dei monti livornesi, ed il collegamento attraverso un sistema di aree contigue e SIC dei territori a divieto di caccia con le aree oggetto di futura regolamentazione dell'attività venatoria. Le preoccupazioni espresse dalla CCT emerse nella relazione, si sono incentrate, senza scadere in un inutile allarmismo, sui possibili effetti che una regolamentazione delle arre contigue e SIC produrrà sulle varie forme di caccia: Oltre 1600 cacciatori interessati per le cacce da appostamento fisso; Una complessa organizzazione della caccia al Cinghiale articolata nelle aree vocate; La salvaguardia delle cacce tradizionali per la selvaggina nobile stanziale e la beccaccia. Su questi ed altri aspetti De Chiara ha poi presentato quelle che sono le principali richieste alle istituzioni presenti.
Anche il Presidente della Federcaccia Toscana Marco Salvadori, entrando nello specifico, ha ribadito alcuni punti fondamentali: numero degli appostamenti fissi esistenti e possibilità di trasferimento della concessione per il futuro e/o possibilità di variazione per tipologia; Mantenimento della caccia in braccata per la specie cinghiale confermando le attuali competenze dell'ATC nell'organizzazione dei distretti, delle battute e per l'assegnazione del territorio alle squadre di caccia; accessi alle aree contigue garantiti a tutti i cacciatori iscritti all'ATC per le varie forme di caccia; mantenimento dei termini di calendario venatorio per tempi, specie e forme di caccia.
L'assessore all'ambiente della Regione Toscana Federica Fratoni, non ha fatto mancare la sua esplicita condivisione e il relativo impegno della Regione affinché le ragioni di protezione e di valorizzazione dell'ambiente naturale dei monti livornesi, non vadano a contrastare le ragioni di un'attività come quella venatoria, già oggi fortemente regolamentata che fa parte della cultura e dalla socialità di quei territori, anche in funzione dell'apporto dato alla gestione faunistico ambientale della provincia. Fratoni ha poi proseguito dichiarandosi disponibile ad attivare da subito un tavolo di confronto con i rappresentanti della Confederazione per approfondire il merito delle proposte e giungere ad una soluzione condivisa.
Oltre agli amministratori locali dei comuni interessati, sono intervenuti consiglieri Regionali Biasci (gruppo Lega Nord) e Gazzetti (gruppo consiliare Partito Democratico).
A conclusione dell'incontro, il segretario della CCT, Dott. Marco Romagnoli, ha avuto modo di raccogliere con soddisfazione gli esiti di un incontro positivo e costruttivo nel quale la Regione Toscana e la Politica Toscana tramite l'Assessore all'ambiente Federica Fratoni, hanno dimostrato attenzione e impegno per dare soluzione ai problemi che vengono dalla gente e dai territori. Un modo corretto di esercitare la rappresentanza degli interessi collettivi che la buona politica ha il dovere di esprimere attraverso la partecipazione ed il confronto. Romagnoli ha infine ribadito la disponibilità da parte della Confederazione di dare il proprio contributo nelle future fasi di confronto, partendo dai precisi impegni emersi nell'assemblea.









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