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18 Luglio 2019

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26 Gennaio 2019
REVISIONE KEY CONCEPTS. PARTITA UNA SCOMPOSTA OFFENSIVA AMBIENTALISTA
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Con un comunicato zeppo di falsità le solite sigle ambientaliste e abolizioniste stravolgono la realtà dei fatti sul processo di revisione dei Key Concepts, spingendo sull’acceleratore alla ricerca del consenso basato sull’emotività, senza preoccuparsi di inesattezze e vere e proprie falsità sul piano legale, biologico e politico, ancora più gravi perché riprese e sostenute da esponenti politici dei 5 Stelle, fra i quali proprio il Ministro Costa, che nel suo alto ruolo istituzionale tutto dovrebbe essere meno che di parte.

Il ministero delle Politiche Europee è per legge il Dicastero che deve confrontarsi con l’Unione Europea sui tutto quello che riguarda la fauna, la sua gestione e la sua protezione (Articolo 1 comma 7 bis legge 157/92). Non vi è stata quindi nessuna “invasione di campo”, ma solo l’esercizio dei compiti normativamente assegnati. Il ministero delle Politiche Europee esegue il coordinamento fra il ministero delle Politiche Agricole, Forestali e del Turismo e il ministero dell’Ambiente. Anche qui un errore evidente delle sigle ambientaliste, che dimenticano il ruolo, sempre assegnato per legge al ministero delle Politiche Agricole, affermando addirittura che la stesura dei Key Concepts sia una materia “indiscutibilmente del ministero Ambiente”.

Il comunicato a firma delle sigle ambientaliste e animaliste riporta poi che il ministero delle Politiche Europee intenderebbe inviare i “dati dei cacciatori”, una curiosa affermazione di cui non si riesce francamente a comprendere il senso.

Totalmente falsa poi l’affermazione che si vorrebbe allungare la stagione venatoria. Le Associazioni Venatorie intendono al contrario mantenere le attuali date previste dalla legge, diversamente da quanto invece vorrebbero le sigle ambientaliste che da anni cercano di contrarre i tempi di caccia rispetto alla legge nazionale.

Qual è quindi la verità? Semplicemente che il processo di revisione dei KC condotto dal ministero dell’Ambiente non si è svolto secondo le raccomandazioni della Commissione Europea, che ha chiesto un “processo trasparente che coinvolga tutti i portatori d’interesse inclusi i cacciatori”.

Da questa circostanza, palese, è nato un approfondimento fra i Ministeri, che ha appurato che non c’è stata la concertazione necessaria e non è nemmeno stato coinvolto il competente ministero delle Politiche Europee.

Ancora una volta il mondo ambientalista-anticaccia cerca facile consenso, attraverso la mistificazione della realtà dei fatti.







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