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31 Luglio 2007

Pistoia, una giornata da ricordare
Unanime consenso all’intervento del presidente provinciale Giovanni Pratesi, del presidente nazionale Franco Timo e dell’assessore alla Ca
Pistoia

Bella. Proprio da diario di “una giornata di caccia da ricordare” l’Assemblea provinciale di Pistoia che si è tenuta lo scorso 27 maggio. A creare la giornata da ricordare il presidente provinciale Giovanni Pratesi, Lamberto Lenzi presidente della Sezione capoluogo, Angelo Lubrani e Antonio Santanni vicepresidenti provinciali, e Mauro Gori, responsabile di un recinto per allenamento dei cani da cinghiale destinato ad essere icona di una gestione seria della caccia. E infine l’assessore provinciale Floriano Frosetti a cui i cacciatori hanno tributato un grande applauso e con lui al tavolo il presidente nazionale Franco Timo, accolto con affetto e simpatia. La relazione di Giovanni Pratesi affronta i problemi di una Federazione che, abituata a vincere, continua ad avere come caratteristica la voglia di fare.

E di fare bene. Perché “i Soci - dice - sono la nostra forza ed è verso loro che dobbiamo riversare le nostre energie. Anche l’ultimo tesseramento - precisa - ha riconfermato il nostro impegno: i tesserini confermano che abbiamo aumentato le adesioni”. Poi un breve squarcio su una realtà difficile perché Pistoia ha, per oltre 9 mila cacciatori, appena 90 mila ettari di territorio, di cui solo 40 mila destinato alla caccia. “Ma i nostri cacciatori - afferma Pratesi fra gli applausi - sono maestri nel cercare d’ingegnarsi. Riescono ad ottenere risultati che se paragonati a quelli di aree più ricche hanno dell’incredibile”. Ed è singolare che in un territorio  così minuscolo si evidenzino tante diversità nella caccia: dal fascino del padule di Fucecchio, caro a Puccini prima e a Montanelli poi, alla pianura trasformata in giardino provvisorio dai vivai fino a perdersi lassù, nel fascino dei duemila metri dell’Appennino.

Nella sua relazione - precisa, meditata e che ricostruisce un’esemplare geografia della caccia, che significa anche una profonda analisi dell’anima del cacciatore, Giovanni Pratesi ricorda il lavoro di volontariato negli Atc, la partecipazione alla manifestazione di Roma il primo settembre scorso, che ha prodotto “nei cacciatori una sferzata di coraggio, una voglia di continuare e un fortissimo attaccamento all’Associazione”. Poi un no a chi vorrebbe un partito dei cacciatori “perché ci vedrebbe inevitabilmente isolati”. Franco Timo in un intervento particolarmente apprezzato, ha tenuto a riconfermare la necessità dell’unità dei cacciatori, il superamento dei contrasti che “è il più alto riconoscimento all’opera preziosa che svolgono i dirigenti della Federazione”.

Ha poi dato atto “a Giovanni Pratesi e al Consiglio provinciale tutto” di un impegno che va portato ad esempio per i risultati ottenuti non solo sul territorio ma anche nella società civile. Infine, ha confermato la piena adesione della presidenza nazionale all’impegno “di Giovanni Pratesi e della Federcaccia di Pistoia che costituisce con la sua opera un esempio di operosità e di affetto verso la Federazione tutta”. L’assessore provinciale Floriano Frosetti ha concordato con le valutazioni sia del presidente provinciale che nazionale, riconfermando il suo impegno a favore di “una Federazione che costituisce sul territorio un esempio positivo anche per altre organizzazioni”.
Rodolfo Grassi



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