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30 Marzo 2009
 In bocca al lupo Federcaccia |
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Cari amici federcacciatori,
questo è il mio ultimo editoriale. Com’è ormai noto, per motivi personali e professionali ho deciso di non ricandidarmi a Presidente di Federcaccia. In proposito ringrazio il Consiglio di Presidenza Nazionale ed i tanti dirigenti periferici che in questi due mesi mi hanno ripetutamente chiesto di ripensarci.
Peraltro verso si impone che per l’ultima volta io pubblicamente esprima la mia opinione, formatasi durante questi mesi di confronto, circa la modifica della L. 157/92.
Intanto, va rilevato che il percorso di modifica della legge è stato ed è caratterizzato da troppe strumentalizzazioni.
Purtroppo l’Italia è l’unico Paese europeo in cui capita che media e parte dell’ambientalismo e dell’animalismo si oppongono pregiudizialmente al tentativo di migliorare la vigente legge in materia di caccia. È inammissibile, per esempio, che si speculi sulla proposta contenuta nella bozza presentata dal sen. Franco Orsi e in buona parte condivisa da Federcaccia, che prevede la cosiddetta “licenza rosa” per i sedicenni. È follia pura in questo caso parlare di istigazione alla violenza dimenticando che in altri Paesi d’Europa, come ad esempio in Francia, si può cominciare a cacciare addirittura a 15 anni. D’altra parte, però, anche il mondo venatorio si è dimostrato ambiguo. Alcune associazioni italiane si sono appiattite su posizioni ideologiche, altre hanno sfruttato la situazione per operare in modo bassamente demagogico a meri fini elettorali o di tesseramento, tacciando poi Fidc di inerzia o, peggio, di pavidità nel prendere posizione. Quando leggerete queste righe la proposta ufficiale Federcaccia sarà già nota e sono convinto che rappresenterà un contributo significativo ed anzi decisivo, frutto di confronto e meditazione, alla soluzione del problema. Ribadisco che nessuno in Fidc è alla ricerca di candidature politiche o di una manciata di iscritti in più. Fidc vuole finalmente ottenere una modifica seria e sostenibile della L. 157/92; evidentemente le esperienze degli ultimi anni a troppi colleghi non hanno insegnato niente. Non intendo entrare nel merito specifico delle proposte che nel frattempo avrete già conosciuto, ma credo fermamente che l’obiettivo vero da raggiungere sia costituito da una istituzionalizzazione definitiva del rapporto tra caccia e scienza.
Solo offrendo il frutto di serie ricerche, tecniche e scientifiche, attestanti le dinamiche reali di fauna e ambiente, si potranno vanificare pregiudizi e compromessi di sorta. Alla caccia si deve e si dovrà pensare con rigore scientifico e non cedendo agli impulsi o alle emozioni.
Ribadisco, in ultimo, la necessità che l’associazionismo venatorio del nostro Paese colga l’occasione offerta da questo dibattito e inizi a serrare le fila, creando una vera e propria governance della caccia che lasci pervenire una voce, sola e forte, alle Istituzioni, ai media e alla società tutta.
Dall’età di 16 anni, cari amici, sono federcacciatore, lo sarò finché il Padre Eterno mi consentirà di esserlo, dunque giunga forte e chiaro il mio caloroso “in bocca al lupo” ai federcacciatori che mi succederanno al governo della più grande associazione venatoria italiana.
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Franco Timo |
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